Economia

Ecco cosa può fare la Bce anti contagio economico da Covid-19. Report Intesa Sanpaolo

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Bce

In vista del direttivo della Bce, la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo evidenzia alcuni necessari interventi di politica economica e monetaria

C’è attesa per la riunione del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (Bce) del 12 marzo.

Come evidenzia un report della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, la Covid-19 obbligherà la Bce a ridurre significativamente le stime di crescita del 2020, che scenderanno sotto l’1% anche senza incorporare scenari particolarmente negativi di impatto dell’epidemia. Quelle del 2021, però, potrebbero restare invariate.

È quanto rileva il Report, secondo cui l’Istituto di Francoforte proporrà un’interpretazione dello shock come un fenomeno transitorio, con effetti di medio termine incerti. La Bce dovrebbe anche valutare l’impatto netto sui prezzi come prevalentemente disinflazionistico, in particolare nel 2020, e le previsioni di inflazione dovrebbero essere limate.

POSSIBILI INTERVENTI DI POLITICA ECONOMICA DEGLI STATI

Dalla Covid-19 si attendono effetti pesanti e transitori sull’attività economica legati alle misure di contenimento, che però potrebbero diventare persistenti se portassero alla chiusura di imprese per crisi di liquidità.

Un problema che non può essere affrontato con la politica monetaria, ma richiede soprattutto misure fiscali. Diversi Stati europei si stanno muovendo in tale direzione.

L’intervento di politica economica deve tendere ad alleviare la pressione sulla liquidità delle aziende colpite fino a quando la situazione non si sarà normalizzata. Ciò, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo,  può avvenire in due modi:

1. lo Stato può intervenire con la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi sociali, e con l’estensione degli ammortizzatori sociali per ridurre le ricadute su redditi e consumi. Ciò sta già avvenendo nel primo paese europeo colpito, l’Italia. Qui non c’è alcun ruolo per la Bce;

2. vanno considerate misure che favoriscano l’accesso al credito delle imprese in temporanea difficoltà. In questo ambito c’è qualcosa che anche la Bce potrebbe fare, per arrestare lo stato di turbolenza dei mercati.

LE SCELTE DI POLITICA MONETARIA A DISPOSIZIONE DELLA BCE

Il panico che ha travolto i mercati nelle ultime settimane imporrà l’adozione di misure espansive di politica monetaria. Probabilmente l’arma più potente a disposizione della Bce resta quella di un aumento significativo degli acquisti nell’ambito del programma APP. La misura avrebbe il merito di contrastare direttamente il peggioramento delle condizioni di accesso al mercato di emittenti sovrani e imprese. L’aumento del volume mensile degli acquisti netti, che dovrebbe essere almeno di 20 miliardi di euro per essere notato, potrebbe essere accompagnato anche da un allentamento dei criteri di ammissibilità dei titoli, allargando il programma a emissioni high-yield.

Sarebbe percepito come irrilevante, invece, un taglio dei tassi, oltre che impopolare. Anche un allentamento del programma TLTRO III, sebbene potenzialmente utile, non avrebbe grande impatto psicologico.

A fronte di uno scenario economico peggiore, le condizioni finanziarie si sono fatte meno accomodanti a seguito dell’aumento della volatilità e dell’apprezzamento del cambio. Le misure Bce di stress finanziario sono salite drasticamente. La Bce potrebbe perciò giustificare un allentamento della politica monetaria sulla base della sua forward guidance. Il 2 marzo, dopo aver negato l’urgenza, ha prospettato interventi “finalizzati” e “appropriati” rispetto ai rischi creati dalla Covid-19, che sicuramente arriveranno questa settimana.

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