Economia

Ecco come Intesa Sanpaolo e Unicredit si piazzano nella classifica delle banche europee. Report Fabi

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Come se la cavano in Europa le nostre big del credito, Unicredit e Intesa Sanpaolo? Tutti i numeri nell’analisi della Fabi 

 

In linea con le concorrenti europee per calo del numero degli sportelli e dei dipendenti ma le big italiane del credito, Unicredit e Intesa Sanpaolo, arrancano ancora alle spalle di tedesche, svizzere e francesi per i guadagni. A rivelarlo un’analisi della Fabi, il maggior sindacato del settore, sulla base di dati della Banca centrale europea, della Banca d’Italia e dei bilanci dei gruppi bancari. Fabi ricorda pure che i nostri istituti negli ultimi quattro anni hanno totalizzato 45 miliardi di utili – che secondo stime dell’Abi nel 2020 saranno pari a 14,3 miliardi, +1,4% su anno – e che dal 2016 al 2018 i costi operativi sono scesi da 60,6 miliardi a 54,8 miliardi.

DIMINUISCE NUMERO SPORTELLI E DIPENDENTI

In Europa dal 2008 al 2018 sono sempre meno gli sportelli bancari presenti nei diversi Paesi. In tutto il Vecchio Continente se ne contano 62.540 in meno (-27,7%), da 225.397 a 162.857. L’Italia è in linea con un calo di 8.715 unità (-25,5%) da 34.169 a 25.454 e così pure la Germania con meno 11.644 (-29,5%) da 39.531 a 27.887. Peggio fa la Spagna con 19.899 sportelli in meno (-43,2%) da 46.065 a 26.166 e decisamente meglio invece la Francia con una flessione di soli 2.948 sportelli (-7,5%) da 39.467 a 36.519.

Se diminuisce il numero di sportelli spesso diminuisce anche il numero di chi a quegli sportelli – o anche in altri reparti – lavorava. Ecco dunque che in Europa in dieci anni si registra un esercito di meno 470.000 lavoratori del credito (-17%) da 2.766.455 a 2.296.454. Anche in questo caso il nostro Paese non si discosta tanto dal dato continentale con una flessione del 18,9%, ovvero meno 63.979 da 338.035 a 274.056. Come nel caso degli sportelli la Germania è in linea con meno 120.715 unità (-17,6%) da 685.550 a 564.935, la Spagna ha un risultato peggiore con un calo di 97.442 (-35,2%) da 276.497 a 179.055 mentre in Francia la situazione va decisamente meglio con meno 15.595 (-3,7%) da 424.536 a 408.941.

CHI GUADAGNA DI PIÙ

Per quanto riguarda invece il Roe (return on equity), ovvero il ritorno sul capitale, le cose si fanno un po’ più complesse per le nostre big. Nella classifica delle banche europee che guadagnano di più Fabi mette al primo posto Abn e all’ultimo posto la tedesca Deutsche Bank (0,4%).

LA CLASSIFICA DEI COLOSSI EUROPEI

Per stilare la classifica dei maggiori gruppi europei Fabi prende in considerazione il cost-income, ovvero il rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione che in Italia è migliorato negli ultimi anni, portandosi a 63,6% nel 2018 a fronte di una media europea di 64,1%, proprio grazie alle minori spese amministrative e ai tagli del costo del personale. “Spesso – si legge nell’analisi – la riorganizzazione delle reti e gli investimenti tecnologici hanno inciso negativamente sui costi. In alcuni gruppi bancari il cost/income è sceso a danno dei lavoratori per deroghe al contratto nazionale mascherate da cambiamenti organizzativi”.

Tornando alla classifica dei colossi europei, nel 2018 guida la pattuglia la Germania con Deutsche Bank (92,5%) e Commerzbank (81,6%), seguita dalla Svizzera con Ubs (77,9%) e Credit Suisse (77,3%). E’ poi la volta di Bnp Paribas (71,2%), Std Chartered (70,7%), SocGen (69,8%) e Barclays (66,0) prima di trovare Unicredit (64,3%) e Intesa Sanpaolo (62,7%). Scendendo ancora si trovano Credit Agricole (62,7%), Hsbc (59,8%), Abn Amro (58,3%), Ing (54,3%) e Santander (52,4%).

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