Economia

Ecco come Cdp e Intesa Sanpaolo puntano a Borsa Italiana (e l’ex Cdp Costamagna rema contro)

di

CLAUDIO COSTAMAGNA

Come procede la vendita di Borsa Italiana (gruppo che comprende anche Mts) da parte di Lse. Le tre offerte. Il ruolo di Cdp e Intesa Sanpaolo nella cordata Euronext. Gli scenari sulla governance in caso di vittoria dell’offerta italo-francese. Mentre l’ex presidente di Cdp, Costamagna, secondo il Sole…

Le manifestazioni di interesse di Deutsche Borse, degli svizzeri di Six e della cordata Euronext-Cdp sono arrivate.

Corsa a tre per l’acquisizione di Borsa Italiana, il gruppo che gestisce Piazza Affari e anche la strategica piattaforma Mts (Mercato telematico dei titoli di Stato), di proprietà del London Stock Exchange (Lse). Ma un banchiere italiano non fa il tifo per la cordata in cui è presente la Cassa depositi e prestiti (che con Intesa Sanpaolo si allea con Euronext) ma lavora per la cordata tedesca concorrente. E’ Claudio Costamagna, per di più ex presidente di Cassa depositi e prestiti, secondo il Sole 24 Ore.

I TEMPI DELLA VENDITA DI BORSA ITALIANA

Ora il venditore deve decidere i tempi limite di presentazione delle proposte vincolanti, che probabilmente saranno posti attorno alla metà di ottobre.

LE MOSSE DEL GOVERNO ITALIANO

Le mosse del governo italiano tramite il Tesoro, che ritiene Borsa un asset strategico per il Paese, fanno pensare a una preferenza per la cordata Euronext-Cdp, ma anche Deutsche è molto determinata ed è una società dell’area euro, con Six che potrebbe mettere sul piatto un’offerta molto consistente, ha sintetizzato ieri l’Ansa.

I NUMERI DELLA BORSA

L’eventuale acquisizione da parte della cordata con Cassa depositi e prestiti (controllata dal Mef), porterebbe Euronext alla creazione della prima società di gestione di Borsa europea con circa 1.900 società quotate nei diversi listini. Secondo i primi calcoli, Borsa Italiana peserebbe in ricavi per circa il 30% nel nuovo gruppo.

L’IPOTESI GOVERNANCE

Secondo Repubblica, si lavora a una governance paritetica italo-francese, tramite una ricapitalizzazione della holding Euronext per imbarcare Cdp all’8% come Caisse des Depots, e Intesa Sanpaolo al 2% affiancata a Bnp Paribas.

LO SCENARIO DEL SOLE 24 ORE

Se Euronext alla fine si aggiudicherà Borsa Spa, Cdp (in particolare si tratta di Cdp equity) e Intesa Sanpaolo (che è già azionista di Mts) interverranno in un secondo momento tramite un aumento di capitale per portare il peso della Cassa alla pari con quello della Cdp francese, con una quota cioè intorno all’8%, ha aggiunto oggi il Sole 24 Ore: “Intesa dovrebbe pareggiare il peso di Bnp-Paribas, rilevando – sempre tramite un’iniezione di capitale – una partecipazione in Euronext intorno al 2%. Nel board la Cassa avrà una rappresentanza analoga all’omologa istituzione transalpina ed esprimerà il presidente del consiglio di sorveglianza”.

IL RUOLO DI COSTAMAGNA

Sempre ieri è scesa in campo Deutsche Börse (come advisor ha l’ex presidente di Cdp, Claudio Costamagna, ha scritto il Sole 24 Ore), contendente che lo scorso decennio provò a far sua Piazza Affari: la Borsa di Francoforte «quale player globale può offrire un elevato contributo per la crescita e lo sviluppo di una Borsa autonoma a sostegno del sistema economico italiano»: e ancor più se riuscisse ad arruolare partner locali.

L’OFFERTA SVIZZERA

Nella serata si è poi palesata la terza offerta, del gruppo Six che gestisce la Borsa svizzera e a giugno ha già messo sul piatto 2,8 miliardi per rilevare la Borsa di Madrid.

COSA DICONO GLI ANALISTI

Gli analisti vedono l’operazione in una forchetta di prezzo che va da 3,3 miliardi fino a 3,8, ma i ‘rilanci’ potrebbero superare facilmente quota quattro miliardi. Non è solo una questione di soldi, ma su questo piano Six ha le mani piuttosto libere, non essendo quotata e avendo dimostrato di saper raccogliere una notevole liquidità. Non a caso ha da poco investito 2,8 miliardi per la Borsa spagnola e sta iniziando una forte campagna in Italia per compattare anche investitori locali.

TEMPI E PASSI

Il “pacchetto” completo dovrebbe comprendere il 63% di Mts, con Lse che ha tempi meno stretti per la cessione dopo che l’Antitrust Ue ha rinviato al 16 dicembre la nuova scadenza sulla decisione per l’acquisizione da parte di Londra di Refinitiv, il fornitore globale di dati e infrastrutture del mercato finanziario, partecipata da Blackstone e Thomson Reuters. L’Antitrust aveva sospeso l’esame a luglio per consentire alle parti di fornire informazioni rilevanti sull’operazione, ma comunque Lse per completarla deve comunque cedere Borsa Italiana.

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