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Ecco come si diranno addio Unicredit e Fineco (che ruzzola in Borsa)

Unicredit Conti

I conti di Fineco. La prossima uscita di Unicredit da Fineco, che cala a Piazza Affari. Tutte le novità dei rapporti e le indiscrezioni del Sole 24 Ore

 

ECCO I CONTI DI FINECO

Fineco archivia il primo trimestre con un incremento del 6,1% dell’utile netto rettificato per le poste non ricorrenti a 62,6 milioni. I ricavi – indica una nota – sono saliti dell’1,8% a 158,2 milioni. Il risultato di gestione, sempre rettificato per le poste non ricorrenti (-0,3 milioni netti valutazione al fair value Schema Volontario), ha registrato un incremento dell’1,2% a 92,9 milioni. In linea con l’anno scorso il cost/income ratio, che si attesta al 41,3%.

TUTTI I PROGETTI DI UNICREDIT SU FINECO

Ma non l’unica novità odierna per Fineco. Infatti UniCredit e FinecoBank hanno approvato “una serie di azioni e procedure” volte ad “assicurare a Fineco di poter operare come società pienamente indipendente dal punto di vista regolamentare, di liquidità ed operativo, anche nel caso di potenziale futura uscita dal Gruppo UniCredit. Tali azioni concordate – si legge in un a nota congiunta – “consentirebbero a UniCredit di cogliere qualsiasi opportunità di mercato, anche nel breve termine, in relazione alla sua quota in Fineco”. Ossia: la banca guidata da Jean-Pierre Mustier è pronta a vendere la sua partecipazione in Fineco.

COME CAMBIERANNO I RAPPORTI FRA UNICREDIT E FINECO

Fineco – rileva la nota – beneficia di limitate sinergie con il resto del Gruppo UniCredit. In caso di completa indipendenza, sarebbe in grado di concentrarsi pienamente sul proprio sviluppo strategico e sulle proprie prospettive di crescita autonoma. “Cio’ non avrebbe implicazioni sul modello di business di Fineco ne’ sui clienti e, inoltre, non comporterebbe nessun impatto significativo sul suo solido profilo di capitale e liquidita’, ne’ sulla sua redditivita’”.

CHE COSA HANNO DECISO UNICREDIT E FINECO

Pronto un ombrello di Unicredit per Fineco. Infatti, nel quadro delle azioni annunciate, UniCredit e Fineco hanno stipulato un accordo quadro che prevede, tra l’altro la concessione da parte di UniCredit di una garanzia finanziaria a favore di Fineco al fine di neutralizzare l’esposizione al rischio di credito di Fineco nei confronti di UniCredit. UniCredit e le altre società del Gruppo UniCredit (inclusa Fineco) hanno avviato nel quarto trimestre 2018 una revisione delle azioni propedeutiche a favorire l’autofinanziamento di tutte le societa’ del Gruppo UniCredit, minimizzando progressivamente le esposizioni infragruppo esistenti.

ECCO I NUMERI IN BALLO TRA UNICREDIT E FINECO

Al 6 maggio 2019, Fineco detiene circa 8,3 miliardi di euro di obbligazioni UniCredit. Dal punto di vista del capitale regolamentare, l’attuale esposizione di Fineco nei confronti di UniCredit è pari a zero, essendo parte dello stesso gruppo bancario. Al fine di mantenere sostanzialmente inalterata l’attuale esposizione regolamentare in caso di potenziale uscita futura di Fineco dal Gruppo UniCredit, UniCredit concederà delle garanzie finanziarie a favore di Fineco al fine di garantire le esposizioni al rischio di credito di Fineco nei confronti di UniCredit fino alla scadenza naturale delle obbligazioni di UniCredit nel 2024.

QUALE IMPATTO PER LA REDDITIVITA’

Di conseguenza, l’assorbimento in termini di attivo ponderato e il rispetto dei limiti di concentrazione del rischio per Fineco rimarranno sostanzialmente inalterati anche a seguito di una potenziale uscita futura dal Gruppo UniCredit. Pertanto, Fineco conferma la sua attuale strategia di investimento della liquidità, senza impatti significativi attesi sulla sua redditività. Come annunciato al mercato al momento della presentazione dei risultati 2017 il 6 febbraio 2018 – e nelle successive presentazioni di mercato – Fineco ha progressivamente sostituito le obbligazioni UniCredit a scadenza con un portafoglio di titoli di stato ampiamente diversificato.

CHE COSA SUCCEDERA’ AL PORTAFOGLIO DI OBBLIGAZIONI UNICREDIT

Il portafoglio di obbligazioni UniCredit detenute da Fineco è diminuito di 3,5 miliardi di euro dal primo trimestre del 2017 e scadrà completamente entro il 2024.

I RUMORS DEL SOLE 24 ORE

La nota odierna è stato di fatto anticipata stamattina dal quotidiano confindustriale Il Sole 24 Ore diretto da Fabio Tamburini. A quanto risulta al Sole 24 Ore, la banca guidata da Jean Pierre Mustier starebbe valutando di mettere sul mercato una quota del capitale della propria banca multicanale tramite vendita accelerata: “L’operazione, che dovrebbe essere approvata dal cda in calendario domani – in occasione del quale saranno anche validati i conti del trimestre -, prevederebbe a stretto giro la messa in vendita di una quota significativa della realtà attiva anche nel digital banking: a quanto risulta da fonti di mercato, la quota potrebbe aggirarsi tra il 10-15 per cento. Interpellata sul tema, UniCredit non ha rilasciato alcun commento”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

ECCO LO SCENARIO SU UNICREDIT E FINECO

L’operazione – ha aggiunto il Sole – seguirebbe la doppia mossa di cessione di una quota relativa a FinecoBank avvenuta negli anni scorsi: nel 2016, in particolare, quando era stato effettuato un accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 121,4 milioni di azioni ordinarie detenute in FinecoBank – corrispondenti al 20% del capitale azionario – al prezzo di 4,55 per azione. All’epoca il corrispettivo complessivo era stato pari a circa 552 milioni.Il collocamento si era andato ad aggiungere a quello avvenuto a luglio per un altro 10% e che aveva portato il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier a ridurre la quota detenuta in Fineco al 35% del capitale.

UN BREVE ESTRATTO DELL’ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE DI OGGI

“Oggi l’ulteriore vendita di una quota di FinecoBank avrebbe senso per l’incasso potenziale che verrebbe generato: il titolo Fineco viaggia non lontano dai massimi storici, attorno a quota 11 euro e capitalizza circa 6,77 miliardi. Un livello che consentirebbe a UniCredit di monetizzare un’importante plusvalenza e puntellare il capitale in maniera significativa. Va detto, d’altra parte, che per la banca di Piazza Gae Aulenti la presenza in Fineco rappresenta un’importante fonte di redditività, che verrebbe di conseguenza ridimensionata. Lo scorso aprile l’assemblea degli azionisti della banca multicanale ha approvato il bilancio 2018,chiusosi con un utile netto che sfiora i 229 milioni di euro. Ai soci è stato distribuito un dividendo unitario da 0,303 euro per azione, che è stato peraltro pagato proprio qualche giorno fa, il 25 aprile. La raccolta del gruppo Fineco continua ad ottenere risultati positivi. Lo scorso anno la banca guidata da Alessandro Foti ha registrato una raccolta netta di 6,2 miliardi. E nei primi tre mesi del 2019 questa si è attestata a 1,71 miliardi di euro, in rialzo del 3% rispetto allo stesso periodo 2018. In particolare, in marzo, secondo i dati Assoreti Fineco ha sorpassato Banca Generali e si è collocata al secondo posto (dietro Fideuram) con un flusso mensile di 685, 5 milioni”.

FINECO A PIAZZA AFFARI

Tonfo in Borsa per il titolo Fineco. Per tutta la giornata a Piazza Affari sono stati in negativo i finanziari, ma il record negativo spetta a Fineco (-6,7%, alle ore 16) per la prospettiva di un collocamento da parte di Unicredit,

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