Economia

Diamanti, ecco come Banco Bpm correrà ai ripari

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Tutte le prossime mosse di Banco Bpm sul caso diamanti

 

Settimana dopo settimana cresce l’impegno di Banco Bpm sul caso diamanti.

L’istituto guidato da Giuseppe Castagna è tra i soggetti coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano assieme a Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps. Un’inchiesta che ha finora comportato sequestri per oltre 700 milioni.

ECCO LE PROSSIME NOVITA’ IN SERBO NEL BANCO BPM SUI DIAMANTI

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe quasi raddoppiato il numero di funzionari impegnati nella task force allestita per seguire il caso, salendo da 100 a 170 persone. La struttura è in piedi ormai da diversi mesi e ha già chiuso accordi stragiudiziali con circa 4 mila clienti, ma ora la banca intende rafforzarla per imprimere un’accelerazione all’attività transattiva.

CHE COSA FARA’ IL BOARD DI BANCO BPM

Per raggiungere l’accordo non esiste uno schema prestabilito e la banca procede caso per caso, a volte offrendosi di ricomprare i diamanti. Intanto martedì il consiglio di amministrazione di Banco Bpm dovrebbe tornare a discutere del caso e l’ad potrebbe fornire un aggiornamento sull’attività transattiva.

LA DECISIONE DEL CDA DI BANCO BPM

Nell’ultima riunione, convocata lo scorso 27 febbraio, il board aveva deciso la sospensione cautelare fino a nuova data del direttore generale Maurizio Faroni, dell’ex responsabile pianificazione e marketing retail Pietro Gaspardo e dell’ex responsabile compliance Angelo Lo Giudice, tutti provenienti dall’ex Banco Popolare.

LO SCENARIO PER BANCO BPM

Al momento comunque non sembra che ci siano altri provvedimenti di questo genere in vista, né sembra che la banca preveda manovre economiche aggiuntive per far fronte al caso: già nel bilancio 2018 infatti erano iscritti accantonamenti netti ai fondi rischi per 300 milioni di euro, una cifra giudicata sufficiente per far fronte alla vicenda.

IL PERIODO IN QUESTIONE

Va peraltro ricordato che i fatti oggetto d’indagine si riferiscono al periodo che va dal 2003 al 2016, antecedente quindi alla fusione tra Banco Popolare e Bpm. Una prima ricognizione era stata effettuata poco dopo la fusione, tra il 2017 e il 2018, con un audit interno assistito dalla società di revisione Kpmg.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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