Economia

Ecco la bozza più aggiornata del Def

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La versione aggiornata del Def all’ordine del giorno del consiglio dei ministri del 9 aprile

 

“Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno beneficiare di una riduzione dell’aliquota Ires applicabile agli utili non distribuiti”.

E’ quanto si legge in una bozza del Piano nazionale delle riforme allegato al Def che andrà il 9 aprile in consiglio dei ministri.

Ecco alcuni passi della bozza

CAPITOLO IMMOBILI

“Il Governo non ritiene opportuno in questa fase rivedere l’imposizione sugli immobili, già oggetto di numerosi cambiamenti legislativi negli ultimi anni”.

I REGIMI FISCALI

“Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno beneficiare di una riduzione dell’aliquota Ires applicabile agli utili non distribuiti”.

LE PREVISIONI DI CRESCITA

“Nel quadro tendenziale, la previsione di crescita media del Pil in termini reali per il 2019 scende allo 0,1%, dall’1% del più recente documento ufficiale”. E’ quanto si legge nella bozza del Def. La crescita tendenziale aumenterà nel 2020 (0,6%), 2021 (0,7%) e nel 2022 (0,9%). Il programmatico invece sarebbe dello 0,2% nel 2019, per poi salire allo 0,7% nel 2020, 2021 e 2022.

CHE COSA DICE IL PNR DEL DEF

Il Governo “ritiene che considerazioni di carattere sociale debbano ricevere altrettanta attenzione dei saldi di bilancio nella definizione della politica economica”, si legge nella bozza del Pnr allegato al Def. Per questo “condivide l’enfasi sulla riduzione del debito ma opta per un miglioramento del saldo strutturale più graduale” rispetto alle raccomandazioni Ue perché “un aggiustamento strutturale di 0,6 punti percentuali di Pil l’anno, unito all’effetto della chiusura dell’output gap, implicherebbe un’eccessiva restrizione di bilancio.

LA BOZZA INTEGRALE DEL DEF 2019

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