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Ecco come Carlo Cottarelli ha stroncato il programma di Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Come e con quali stime l’ex commissario alla spending review del governo Letta, Carlo Cottarelli, chiamato al Quirinale dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha stroncato nei giorni scorsi il programma economico del governo che era in fieri tra Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e Lega di Matteo Salvini

“A me sembra più probabile che mi chiamino nell’Inter a giocare al posto di Icardi, come centroavanti”. Così poco più di due mesi fa Carlo Cottarelli rispondeva a chi gli chiedeva di commentare l’ipotesi che gli venisse affidato un incarico da premier.

Ora l’economista, l’uomo che nel novembre del 2013 ottenne dal governo Letta l’incarico di mettere mano agli sprechi pubblici italiani, è stato convocato al Quirinale da Sergio Mattarella, che gli ha conferito il mandato di presidente del Consiglio incaricato di formare un governo.

CHI E’ COTTARELLI

Nato a Cremona nel 1954, laureato in Economia a Siena, master alla London School of Economics, ha lavorato dal 1981 al 1987 presso la direzione monetaria del Servizio Studi della Banca d’Italia e dal 1987 al 1988 al Servizio Studi dell’Eni.

DAL FONDO AL GOVERNO

E’ stato direttore esecutivo ell Fondo Monetario Internazionale (FMI) per Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo e San Marino da novembre 2014 a ottobre 2017. Da ottobre 2013 a ottobre 2014 – nei governi Letta e Renzi – è stato commissario per la Revisione della Spesa Pubblica in Italia. Dal 2008 al 2013 direttore del Fiscal Affairs Department del Fondo Monetario Internazionale. Attualmente, oltre ad essere direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (incarico a titolo gratuito), è visiting professor alla Bocconi.

Nei giorni scorsi Cottarelli si è distinto per aver stimmatizzato il “Contratto per il governo del cambiamento”, ossia il programma dell’esecutivo che era in fieri tra Movimento 5 Stelle e Lega. Cottarelli aveva fatto le pulci. Il giudizio di Cottarelli?

Il contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle ha costi compresi tra 108,7 e 125,7 miliardi, mentre le coperture indicate ammontano a 550 milioni di euro. A questa conclusione era arrivato negli scorsi giorni l’Osservatorio sui conti pubblici italiani di Carlo Cottarelli.

I RISCHI SECONDO COTTARELLI

Cottarelli si era anche profuso in valutazioni critiche. Qual è il rischio dell’incertezza sulle coperture? “Il rischio – ha scritto negli scorsi giorni in un editoriale sul quotidiano La Stampa – è che, se anche i mercati non reagiranno subito al programma del nuovo governo, saremo esposti a un cambiamento di umore dei mercati dovuto a qualche choc di origine interna o internazionale”.

GLI AUSPICI

“Sarebbe anche peggio – secondo Cottarelli – se questo choc causasse una recessione perché, a quel punto, con un debito in crescita rispetto al Pil e lo spread davvero in aumento, ci troveremmo costretti ad aumentare le tasse o tagliare la spesa, come è stato necessario nel 2012”. A quel punto, “qualcuno darebbe colpa all’Europa, chiedendo a gran voce l’uscita dall’euro”.

QUANTO VALE LA FLAT TAX

La misura più costosa – come emerge dall’Osservatorio di Cottarelli- è la Flat tax Irpef che si aggirerebbe sui 50 miliardi di euro. Cui si aggiungono i 17 miliardi del reddito e delle pensioni di cittadinanza, i 2 miliardi per il potenziamento dei centri per l’impiego, i 12,5 miliardi per la sterilizzazione dell’Iva, 6 miliardi per l’eliminazione delle accise sulla benzina, 5 miliardi per l’uscita dal lavoro delle categorie escluse, 8,1 miliardi per la riforma delle pensioni, fino a 17 miliardi per le politiche per la famiglia, 6 miliardi di investimenti, 400 milioni in totale per l’assunzione di polizia penitenziaria e 10 mila Forze dell’Ordine, 1,8 miliardi per l’innalzamento dell’indennità civile.

IL CAPITOLO COPERTURE

Nel capitolo coperture invece l’Osservatorio sui conti pubblici stima 100 milioni dalla riduzione del numero dei parlamentari, 100 milioni dal taglio delle pensioni d’oro, 100 milioni dall’eliminazione dei vitalizi e 200 milioni dalla riduzione delle missioni internazionali. (qui tabella e stime dell’Osservatorio).

I TAGLI PROPOSTI

Cottarelli ricoprì l’incarico di commissario alla spending review per il governo per un anno. Il conto dei tagli possibili arrivò a 32 miliardi. L’incarico si concluse con un corposo dossier di risparmi possibili e qualche amarezza che l’aveva portato a sottolineare più volte gli ostacoli incontrati sulla strada della revisione della spesa.

IL RITORNO AL FMI

Nel novembre del 2014 Cottarelli lascia e torna al Fmi su nomina del Governo Renzi, come direttore esecutivo nel board. L’amore per il rigore dei conti pero’ non si e’ interrotto e dal 30 ottobre 2017 e’ il Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.

DOSSIER DEBITO

Recentissimi i suoi affondi sulla necessità di ridurre il debito e sul risanamento che passa per la finanza pubblica. “Dobbiamo ridurre il debito pubblico “altrimenti rimarremo schiavi dei mercati”, aveva sottolineato anche di recente.

PIANO A 5 STELLE?

Il piano di spending rewiev di Cottarelli era stato evocato di recente da Andrea Roventini, inizialmente scelto da Di Maio come ministro dell’Economia per il governo M5S. Critiche invece le sue posizioni nei confronti del contratto Lega-M5s. Un programma che aveva detto pochi giorni fa “comporta un aumento del deficit pubblico particolarmente elevato e le coperture non sono individuate in maniera chiara”

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