Economia

Cosa succederà all’economia italiana post Covid. Report Cer

di

congiuntura

Segnali non solo pessimistici dagli indici congiunturali analizzati dal Cer (Centro europa ricerche) sull’economia italiana

Come andrà l’economia italiana?

Recessione del Pil, aumento della disoccupazione e della cassa integrazione, crollo dei consumi e delle vendite. Sono solo alcune delle molte e pessimistiche previsioni su quello che succederà in autunno se l’Italia dovesse essere colpita da una nuova ondata di Covid. Nonostante ciò la stagione estiva e il recupero di una parziale normalità stanno dando una spinta alla ripresa economica.

Secondo l’Osservatorio Covid-19 del Centro Europa Ricerche sono molti i settori che non solo stanno tornando ai livelli pre-covid, ma li stanno superando. A cominciare dai consumi elettrici che a inizio luglio hanno raggiunto i massimi di tutto il 2020: il recupero dal minimo di metà aprile è di quasi 31 punti mentre l’aumento rispetto a fine gennaio è dell’1,4%.

«Andamenti ugualmente confortanti presentano i dati del commercio estero, con le esportazioni extra-Ue aumentate a maggio del 37% su aprile, e della produzione industriale, per la quale valutiamo, sempre nel passaggio tra maggio e aprile, un incremento vicino al 30%», spiega il dossier del Cer.

Vanno bene anche le vendite a dettaglio che nel mese di maggio hanno registrato un rilevante aumento congiunturale nonostante la riapertura ritardata rispetto alle attività industriali (+25,2% per il totale degli esercizi e +66,3% per gli esercizi non alimentari, chiusi durante il lockdown). Anche gli indicatori di mobilità di Google osservano un ritorno alla normalità pre-pandemica.

Il rapporto del Cer spiega come «Il punto di minimo della recessione sia stato superato ad aprile (probabilmente a metà aprile) e come il recupero proceda con passo piuttosto spedito. Una dinamica compatibile con una oscillazione del ciclo provocata non da patologie economiche, ma da provvedimenti di natura amministrativa volti a contenere le scelte di spesa e produzione degli operatori. L’uscita dal lockdown coincide così con l’avvio della fase espansiva e la recessione rivela un basso grado di persistenza».

Tuttavia l’emergenza non è superata, poiché sono necessari almeno un paio di trimestri di crescita per fare in modo che l’economia recuperi le ingenti perdite del periodo del lockdown. Ci sono, inoltre, problemi non facilmente risolvibili nell’immediato come la crisi dell’occupazione, le cui dinamiche sono state alterate da misure come la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti fino a dicembre. Infine ci sono settori come il turismo internazionale, duramente colpiti dalla pandemia, che impiegheranno più tempo a ripartire.

«L’ipotesi che il peggio debba ancora arrivare sembra però presupporre un ritorno dell’emergenza sanitaria, certo possibile, ma non necessariamente l’ipotesi più probabile. In autunno, il tema con cui confrontarsi potrebbe dunque essere come consolidare la ripresa, non più come arrestare la caduta delle attività», conclude lo studio del Cer.

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