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Cosa succede nel rinnovo del contratto degli assicurativi

Contratto Assicurativi

Contratto assicurativi: fatti, numeri e polemiche. L’articolo di Emanuela Rossi

Ai nastri di partenza la fase di rinnovo del contratto collettivo nazionale Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) per i dipendenti del settore assicurativo, scaduto il 31 dicembre 2019. Un ccnl – spiegano i sindacati di categoria nella Piattaforma unitaria che porteranno al tavolo di confronto – che dovrà tenere conto dei “profondi e continui cambiamenti” causati dall’innovazione tecnologica/digitalizzazione, dalla pressione regolativa con l’introduzione di Solvency II che prevede un sistema in costante equilibrio tra rischi e requisiti patrimoniali, dalla trasformazione del cliente visto che “è cambiata radicalmente la scala delle priorità e dei bisogni”. Senza dimenticare poi il risico assicurativo/bancario, che ha già prodotto operazioni di sistema come Intesa/Ubi/Bper (di cui Unipol è il principale azionista), Generali/Cattolica, HDI/Amissima danni.

SETTORE ASSICURATIVO, QUALCHE DATO FINANZIARIO…

Nella Piattaforma unitaria presentata da First Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Uilca si legge che negli ultimi 10 anni il sistema assicurativo ha conseguito utili in ogni esercizio ed è arrivato a raggiungere nel periodo 2017-2020 un utile complessivo del 21%, superiore a quello degli anni 2013-2016, periodo di riferimento dell’ultimo contratto collettivo nazionale. Nel 2019 peraltro si è raggiunto un risultato record con utili pari a 8,6 miliardi, di poco inferiori l’anno successivo (8,5 miliardi) che ha visto lo scoppio della pandemia e il lockdown.

Anche i primi dati delle semestrali 2021 mostrano risultati in crescita, con alcune importanti compagnie che hanno quasi raddoppiato l’utile al 30 giugno 2020 e con una previsione dell’associazione delle imprese di un incremento nel mercato assicurativo italiano – con riferimento alle sole imprese con sede legale in Italia – dei premi contabilizzati del 7,1%: il volume complessivo, per il comparto vita e danni, è atteso a oltre 144,4 miliardi (134,8 miliardi nel 2020).

… E OCCUPAZIONALE

Come è emerso dall’incontro dello scorso novembre fra Ania e sindacati di categoria nel 2021 c’è stato un leggero calo occupazione nel settore (- 0,9%) dovuto alle ristrutturazioni aziendali degli ultimi cinque anni. Un dato che però non spaventa le organizzazioni sindacali perché – se paragonato al calo dell’occupazione generale in Italia dell’1,7% e dell’occupazione in Europa dell’1,5% – “conferma una sostanziale tenuta occupazionale del Settore Assicurativo”. Al momento i lavoratori sono 44.426 occupati, di cui 36.444 sono amministrativi (82,6%), 5.649 sono produttori (12%) e 2.333 sono operatori di Contact center (5,4%).

Il 97% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato e il 3% a tempo determinato, perlopiù tra i Produttori e gli addetti al Contact center; da segnalare comunque che il 98% dei contratti a tempo determinato vengono trasformati successivamente in contratti a tempo indeterminato. Nel settore risulta alta la percentuale di personale femminile ma esiste un gap penalizzante nella collocazione professionale rispetto al personale maschile.

LA PIATTAFORMA DEI SINDACATI

Nella Piattaforma elaborata dalle cinque organizzazioni sindacali la richiesta economica complessiva per la figura media (quarto livello, settima classe) è del 10% sulle tabelle stipendiali, “che tiene conto delle dinamiche inflattive e della maggiore produttività e del riconoscimento dell’impegno profuso in termini operativi e professionali da lavoratrici e lavoratori”. Stessa percentuale viene chiesta per l’aumento delle altri voci economiche di natura indennitaria e/o modali previste dalla normativa del ccnl e dei buoni pasto, sia cartacei sia elettronici. Secondo i conti fatti dal Sole 24 Ore, dunque, la richiesta è di un aumento retributivo di 210 euro per il livello medio di riferimento.

Il documento presentato dai sindacati punta su un rinnovo che rafforzi l’area contrattuale in modo che diventi più ampia e inclusiva (pure con percorsi innovativi per disabili, donne, genitori, caregiver) e che garantisca regole e tutele omogenee anche ai soggetti più deboli del settore e che contrasti il dumping contrattuale. Parte del testo elaborato si incentra sul lavoro da remoto riguardo al quale, come ricorda il quotidiano confindustriale, Ania e le organizzazioni sindacali un anno fa hanno condiviso un protocollo di settore.

First Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Uilca ricordano che durante la pandemia il 98% degli assicurativi ha svolto e svolge lavoro ibrido, in parte da remoto, in parte in presenza. Si tratta di una modalità di lavoro irreversibile, evidenziano, che va però governata tramite la contrattazione di cui è esempio proprio il protocollo sullo smart working siglato con Ania. Rimanendo in tema, i sindacati propongono anche la creazione di un Osservatorio nazionale sulla digitalizzazione e sull’innovazione tecnologica evidenziando come quest’ultime abbiano “un forte impatto sull’organizzazione del lavoro e possibili ricadute anche sui livelli occupazionali”. L’Osservatorio verrebbe costituito da cinque rappresentanti indicati da Ania e da cinque indicati dalle sigle sindacali; le funzioni verrebbero definite in sede di trattativa. Nella stessa ottica si punta a definire anche definiti i compiti delle commissioni paritetiche aziendali.

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