Economia

Cosa c’è di buono (secondo me) nel decreto Rilancio. Il post del prof. Leonardi (Mef)

di

Mef

Cig in deroga, contratti a termine, bonus per gli autonomi e indennizzi a fondo perduto. La “Hit Parade personale delle mie norme preferite del decreto Rilancio” nel post di Marco Leonardi, docente di Economia politica all’Università di Milano e consigliere del ministro dell’Economia, tratto dal suo profilo Facebook

Hit Parade personale delle mie norme preferite.

Anticipo cig

La cassa in deroga per le imprese piccole sotto i 5 dipendenti produce molti ritardi perché prima la domanda va fatta alle regioni ma poi comunque alla fine paga INPS. D’ora in poi (tra un mese) si salta il livello regionale e la domanda va fatta direttamente all’INPS che anticiperà da subito il 40% della cassa integrazione dovuta ai lavoratori. Una bella semplificazione.

Contratti a termine

In questi mesi fino ad agosto è possibile rinnovare i contratti a termine in scadenza senza apporci la causale. La deroga al decreto dignità è necessaria per provare ad evitare la slavina dei contratti a termine in scadenza: circa 300.000 contratti a termine scadono ogni mese e rischiano di finire nelle liste di disoccupazione vanificando così tutti gli sforzi per sostenere l’occupazione ottenuti attraverso il divieto di licenziamento e la cassa integrazione.

Dai bonus per gli autonomi agli indennizzi a fondo perduto

Il bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi è il modo più rapido che abbiamo trovato per costruire un ammortizzatore sociale di tre mesi per i lavoratori autonomi (che, ricordo, non hanno né cassa integrazione né sussidio di disoccupazione). Alla fine è davvero la distribuzione di soldi più rapida tant’è che tra una settimana tutti quelli che hanno fatto domanda per il bonus di marzo avranno di nuovo i €600 del mese di aprile. L’innovazione più importante però è che a maggio per commercianti, artigiani e coltivatori diretti il bonus si trasformerà in un indennizzo a fondo perduto e non sarà più gestito da Inps ma dall’Agenzia delle Entrate: le partite IVA di artigiani, commercianti e coltivatori diretti saranno trattate esattamente come le società di persone e di capitale sotto i €5 milioni di euro di fatturato annuo e avranno un indennizzo fondo perduto in proporzione alle perdite di fatturato subite nel mese di aprile

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