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Roma: ecco i conti in rosso dei giallorossi

As Roma Calcio

I conti non tornano in casa Roma, e non solo per l’andamento altalenante in campionato e in Conference League: pronta una ricapitalizzazione da 250 milioni di euro

I conti non tornano in casa Roma, e non solo per l’andamento altalenante in campionato e in Conference League.

Bilancio della Roma: perdite per 185 milioni di euro

Il  progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 30 giugno 2021 della squadra capitolina segna perdite per 185,3 milioni, mentre i ricavi arrivano solo a 190,4 milioni. Lo scorso giugno l’indebitamento finanziario netto era pari a 376 milioni. Gli indicatori non parlano di una gestione in salute. Il patrimonio netto consolidato è negativo, -272,2 milioni di euro, “in diminuzione di 30,8 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2020 per effetto della perdita del periodo, pari a 185,3 milioni di euro compensata in parte dall’incremento rilevato nell’esercizio, pari a 154,6 milioni di euro, della “Riserva Azionisti c/Aumento di capitale”, si legge nella nota. Nel precedente esercizio la perdita era stata di 204 milioni di euro.

Di chi è la Roma?

Dallo scorso 17 agosto 2020 la Roma è di proprietà del The Friedkin Group che l’ha acquistata, attraverso la Romulus and Remus Investments LLC. “In particolare – si legge nel bilancio della squadra capitolina -, al 17 agosto 2020, RRI controllava il 100% di NEEP, una società per azioni di diritto italiano titolare, con una quota pari al 83,284%, della partecipazione di maggioranza del capitale della A.S. Roma S.p.A., ed era titolare in proprio e in via diretta del 3,293% delle azioni con diritto di voto della stessa A.S. Roma. RRI è una società a responsabilità limitata del Delaware controllata direttamente da Romulus and Remus Holdings LLC, una società a responsabilità limitata del Delaware, il cui proprietario è il Sig. Thomas Dan Friedkin”.

Nuovo aumento di capitale da 250 milioni di euro

Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Thomas Friedkin, si è visto costretto ad ampliare di 250 milioni l’aumento di capitale. Una delibera dello scorso 9 dicembre aveva previsto un aumento di 210 milioni, ma non è più sufficiente. Il prossimo 26 novembre l’assemblea degli azionisti dovrà approvare una ricapitalizzazione di complessivi 460 milioni e il termine per completarla sarà prorogato al 31 dicembre 2022. Per fronteggiare lo squilibrio tra i costi (235,6 milioni) e ricavi (190,4 milioni) The Friedkin group, subentrato il 17 agosto 2020 a James Pallotta, dovrà mettere mano al portafogli, altri 75 milioni di euro, che si aggiungono agli oltre 250 milioni già versati dalla proprietà americana nel club giallorosso.

I riflessi del Covid-19 sulle casse della Roma

La scorsa stagione, pur essendo stata colpita dalle limitazioni imposte dal Covid-19, ha fatto registrare delle migliorie rispetto alla difficile stagione precedente. I ricavi consolidati sono aumentati da 141,2 a 190,4 milioni. Lo staff giallorosso si è ingrandito, in termini quantitativi e qualitativi, tanto che le spese per il personale sono aumentate da 155 a 169,4 milioni, gli oneri finanziari netti da 32,2 a 36 milioni.

La partecipazione dall’UEFA

Dalla partecipazione alla UEFA Europa League 2020/21, e agli ottavi di finale della UEFA Europa League 2019/20 disputati nel mese di agosto 2020, l’AS Roma ha ricavato circa 24,8 milioni di euro (16,8 milioni di euro, al 30 giugno 2020).

I diritti TV

Anche i diritti tv sono aumentati, passando da 80,3 a 124,2 milioni, nei quali va incluso il recupero di 20,8 milioni per le partite sospese causa Covid nella stagione precedente. “I ricavi derivanti dai diritti televisivi del campionato di Serie A e Coppa Italia sono pari a 103,5 milioni di euro (64 milioni di euro al 30 giugno 2020) e comprensivi della quota di diritti TV riconosciuta alle squadre che partecipano alla UEFA Europa League – riporta il comunicato stampa -. Si segnala che 20,8 milioni di euro sono relativi alla contabilizzazione per competenza di quella parte di proventi legati alle gare di campionato 2019-20 disputate nei mesi di luglio e agosto 2020, al netto dei quali, tali proventi risultano inferiori di circa 1,8 milioni di euro rispetto al precedente campionato sostanzialmente per il diverso posizionamento nella classifica finale”.

Le gestione dei calciatori

La compravendita di diritti dei calciatori non ha portato nuovi flussi di denaro nelle casse della Roma che, invece, ha registrato un negativo di 1,2 milioni. “Il saldo si compone di plusvalenze da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, espresse al netto delle attualizzazioni, per 21,3 milioni di euro (20,2 milioni di euro, al 30 giugno 2020), conseguite principalmente attraverso le cessioni dei Diritti alle prestazioni sportive dei calciatori Schick, Kolarov, Gonalons, Defrel, Cetin, Coric, Diaby e Cancellieri – si legge nella nota -. Le minusvalenze/svalutazioni da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, pari a 21,1 milioni di euro (2,4 milioni di euro, al 30 giugno 2020), sono derivanti da cessioni o risoluzioni contrattuali effettuate successivamente alla chiusura del bilancio e pertanto è stata effettuata una valutazione di recuperabilità con la conseguente svalutazione dei Diritti. Infine, il saldo si compone di ricavi per cessioni temporanee e altri proventi per 14,8 milioni di euro (12,4 milioni di euro, al 30 giugno 2020), più che compensati da oneri per acquisizioni temporanee di diritti, bonus, premi di valorizzazione, addestramento tecnico e solidarietà FIFA pari a 16,3 milioni di euro (14 milioni di euro, al 30 giugno 2020)”.

La violazione del Fair play Uefa

Nella relazione al bilancio la società segnala di aver registrato “uno scostamento dai requisiti di pareggio Uefa per il periodo di rendicontazione di 4 anni”. Ciò significa che ha violato i parametri del Fair play finanziario UEFA. Tuttavia “non essendo predeterminata una automatica applicazione di una sanzione in conseguenza di una violazione, e a maggior ragione quale tipo di sanzione, non è oggi prevedibile quale decisione sarà assunta dal CFCB” dell’Uefa.

I dubbi sullo stadio

Friedkin, dunque, continua a investire nel club giallorosso. Resta aperto il capitolo sullo stadio di proprietà che dovrebbe, in parte, giustificare il mastodontico investimento della proprietà americana. Intanto in Campidoglio è cambiata la Giunta guidata ora da Roberto Gualtieri. Il progetto potrebbe prendere nuovamente corpo. Oltre all’area di Tor di Valle, valutata inizialmente da James Pallotta, ora è spuntata l’opzione dell’area degli ex Mercati generali di via Ostiense sui quali vorrebbe costruire Radovan Vitek, l’imprenditore-immobiliarista ceco che ha rilevato le società già facenti riferimenti a Luca Parnasi tra le quali anche Eurnova, proprietaria dei terreni a Tor di Valle.

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