Economia

Contagio economico da Covid-19, ecco il bivio per Italia e Ue

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Ue

Tutte le sfide economiche post Covid-19. L’intervento di Giuseppe Spadafora vicepresidente di Unimpresa

Ursula Von Der Leyen, la granitica presidente della Commissione europea, ha dichiarato ufficialmente che il Patto di stabilità Ue viene congelato – se non sgretolato – per il tempo necessario per consentire agli Stati di riprendere le normali attività e si ritorni a una condizione economica accettabile. Il Governo italiano ha accolto positivamente la decisione di Bruxelles e quasi tutte le parti politiche si sono accodate con un plauso. Il ministro dell’Economia, Roberto, Gualtieri ritiene che lo strumento adottato possa “pompare” liquidita sul sistema bancario in favore delle imprese. Raccontata in questi termini, potrebbe sembrare che finalmente sia stata trovata la soluzione al rilancio dell’economia, ma non è così.

Se la Banca centrale europea non assicurerà centinaia enormi disponibilità di denaro a tasso zero direttamente agli Stati – e possibilmente senza computarle in debito pubblico – sarà un bagno di sangue: aumenteranno le tasse, diminuiranno le pensioni e scatteranno prelievi forzosi sui conti correnti. Se la Bce non si farà prestatore di garanzia in ultima istanza dei debiti pubblici, sia attraverso l’emissione di bond sia creando le condizioni per la riconversione del debito pubblico italiano, ci ritroveremo a dover restituire un debito puro con i relativi interessi che verranno differenziati da Stato a Stato e come sappiamo la Germania pagherà meno dell’Italia.

Effettivamente, quasi tutte le parti politiche invocano, al momento con una certa dose di timidezza, il rilascio degli euro bond, ma la strada sarà piena di insidie perché una svolta di questo tipo deve passare dal vaglio della Commissione Europea e, tuttavia, non tutti gli Stati – per ora – sembrano d’accordo.

È indispensabile, pertanto, un ragionamento interno e una precisa strategia tutta italiana. Nelle fasi difficili come quella che stiamo attraversando, serve coraggio e determinazione: se siamo una Nazione – unica e indivisibile – dobbiamo stabilire quale strada prendere. Vogliamo rimanere in Europa? Allora partiamo con le opportunità offerte dal congelamento del Patto di stabilità Ue e proseguiamo con l’emissione di euro bond. Successivamente, sarà indispensabile rivedere tutte le questioni economiche e, soprattutto, dovremo creare le basi per dare un peso diverso allo spread, visto che anche la grande Germania si prepara a drenare risorse dal forziere dell’Eurotower al pari dell’Italia e in buona compagnia nell’eurozona. Questa traiettoria impone anche di ragionare su un sistema di tassazione unica a livello Ue, su un’architettura comune di diritto pubblico e sull’unione bancaria a 360 gradi. Sono scelte imprescindibili per tutti i governi, mentre il Coronavirus ha minato le deboli fondamenta dell’Unione europea, che traballa come mai prima d’ora. Se, invece, sarà “liberi tutti” vorrà dire che saremo costretti ad andare avanti da soli, tra mille incertezze, rimettendo in moto la Banca d’Italia, ma anche ripristinando a pieno i poteri dello Stato. Avranno un peso specifico, in ogni caso, determinazione e una visione lungimirante.

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