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Concorsi lampo nella PA: successi e insuccessi

Lavoratori Fragili

Che cosa è successo nei più recenti concorsi della Pubblica amministrazione

 

Gli “anni di vacche grasse” per l’occupazione nella PA sembrano iniziati. Sono 61.666 le persone che hanno inoltrato le loro candidature sul portale della Pubblica Amministrazione per l’avviso di reclutamento di 1.000. Ai selezionati saranno conferire incarichi di collaborazione con le Regioni per sostenere le amministrazioni locali nella gestione e semplificazione delle procedure legate all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Una risposta record – ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione – che testimonia il cambio di passo sia nelle procedure di selezione, velocizzate e facilitate grazie al portale inPA, sia, soprattutto, nell’attrattività della Pa”.

I fabbisogni delle Regioni

“Le Regioni – ha spiegato il ministro Brunetta – hanno già inviato i fabbisogni al Dipartimento della Funzione pubblica, che provvederà ora a fornire loro un coerente elenco di professionisti ed esperti, selezionati attraverso inPA in base al curriculum e alla zona di attività, per facilitare le procedure comparative per l’attribuzione degli incarichi. Ingegneri, architetti, biologi, chimici, fisici, esperti giuridici, digitali e gestionali, informatici, statistici, agronomi, geologi, geometri: sono tra coloro che formeranno le squadre di ’pronto intervento Pnrr’ per eliminare i colli di bottiglia sui territori, supportare le amministrazioni locali nella gestione delle procedure complesse, dagli appalti alle autorizzazioni ambientali, e accelerare l’attuazione dei progetti e degli investimenti”

Le tempistiche

Il Dipartimento della Funzione pubblica trasmetterà alle Regioni gli elenchi di professionisti generati dal portale, suddivisi per profilo e per ambito territoriale entro il 10 dicembre. A questo punto la palla passa alle amministrazioni regionali che dovranno inviare al colloquio selettivo un numero di candidati pari ad almeno quattro volte il numero di professionalità richieste. Entro il 31 dicembre le amministrazioni dovranno individuare  i professionisti ai quali conferire l’incarico.

Il portale del reclutamento

Le candidature sono arrivate attraverso il Portale del reclutamento, una piattaforma digitale unica di accesso al lavoro nella Pubblica amministrazione sviluppata dal Dipartimento della Funzione pubblica che si vanta una partnership con Linkedin. “Nei prossimi cinque anni nella Pubblica amministrazione ci sarà oltre un milione di nuovi assunti a tempo determinato grazie ai progetti e alle risorse del Pnrr”, ha detto ilministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta presentando il portale. “I concorsi oggi sono solo digitali e questo fa sì che si concludano, dal bando alla determinazione dei vincitori, in meno di 100 giorni. La media è di 87 giorni”, ha aggiunto il ministro. “Questo è ancora un anno di emergenza e di ripresa, i prossimi saranno gli anni del boom. Nei prossimi 5 anni assumeremo 1,3 milioni di professionisti che dovranno aiutare le pubbliche amministrazioni a progettare le risorse del Pnrr. Il nuovo portale InPa servirà a reclutare questo capitale umano”.

Le polemiche

L’iniziativa non è stata esente da polemiche. “Il “portale del reclutamento”, vulgo inPA.gov.it, predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica per acquisire dall’esterno i talenti necessari per l’esecuzione dei progetti finanziati dal PNRR, è un ottimo esempio di come NON si progettano i servizi pubblici digitali – scrive Roberto Reale, manager dell’innovazione che ha curato progetti di e-government presso il Ministero degli Affari Esteri, presso la Camera dei deputati, e che dal 2018 cura progetti europei presso l’Agenzia per l’Italia digitale -. In barba a qualsiasi logica di interoperabilità e cooperazione applicativa, il portale non consente l’importazione automatica di dati (da LinkedIn, da Google Scholar, dall’ecosistema Europass) ma costringe i candidati a perdere tempo in un avvilente lavoro di data entry. Ore se non intere giornate, ad esempio, per chi ha decine di pubblicazioni da inserire. Probabilmente un assaggio di come saranno le attività affidate ai suddetti esperti”. Punto controverso anche la durata in essere del bando. “Sugli aspetti procedimentali (un bando aperto il 30/11 con scadenza il 6/12) neppure mi pronuncio”, conclude Reale.

Il flop del concorso per il Sud

La scorsa estate le nuove procedure concorsuali ideate dal ministro della Pubblica Amministrazione avevano registrato un primo flop con il Concorso per il Sud. Ai candidati veniva offerto un contratto di 3 anni, con uno stipendio di 1.400 euro al mese e senza alcuna prospettiva certa per il futuro. Inoltre con le preselettive per titoli ed esperienze, il Concorso per il Sud rischiava di “tagliare” fuori i neolaureati e di includere soltanto i professionisti, di 35-40 anni, per i quali un contratto da tre anni con un salario medio non era troppo allettante. Molti degli 81mila candidati che inizialmente avevano compilato la domanda e che avevano tutti i requisiti, titoli, competenze e pure esperienza, non si sono presentati alle selezioni. Dei 2.800 candidati ricercati ci sono state solo 821 assunzioni. Il tasso di idonei ha raggiunto il 53 per cento mentre l’affluenza è stata del 36 per cento (37mila su 102mila iscritti). Un mezzo flop a cui si è dovuto rimediare con un nuovo bando di concorso.

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