Economia

Come va rinnovato il contratto nazionale della moda

di

Ccnl moda

La posizione del segretario generale della Uiltec, Paolo Pirani, intervenuto questa mattina nel corso dei lavori sindacali della delegazione trattante unitaria impegnata nel negoziato per il rinnovo del Ccnl della moda

 

I sindacati di settore questa mattina, in videocollegamento tra loro, hanno fatto il punto sul Ccnl della moda, scaduto il 31 marzo 2020, che riguarda circa 45mila aziende di tutto il Paese, con quasi 400mila addetti. Il prossimo appuntamento negoziale tra le parti è fissato per il 16 febbraio.

È bene che la controparte datoriale si convinca di privilegiare relazioni partecipative, anziché altre che risentono di influssi ottocenteschi.

Sistema Moda Italia ha espresso finora una posizione arretrata che ha trascurato il sistema partecipativo, privilegiandone uno di vero e proprio comando imprenditoriale.

Tutto ciò è evidente nella diffusione delle proposte avanzate dagli industriali del settore rispetto alle prospettive di ristrutturazioni aziendali.

Il sindacato ha chiesto al governo uscente e ribadirà a quello entrante la necessità di predisporre la proroga degli ammortizzatori sociali ed il blocco dei licenziamenti per tutto il 2021.

Si potrebbero, per esempio, percorrere strade innovative. Si tratta di opportunità importanti come quelle derivanti dal contratto di espansione che prevede di accompagnare all’età pensionabile generazioni di lavoratori coi giusti requisiti e di assumere altre di giovani addetti. Insomma un ‘turn-over’ virtuoso su cui si dovrebbe discutere.

Come occorrerebbe farlo rispetto alle tutele del ‘Fondo competenze” che prevedono riduzione degli orari di lavoro in virtù di formazione professionale da realizzare. Questo patrimonio di possibilità va esplorato e non escluso.

La transizione post pandemica non potrà essere basarsi su un’ecatombe sociale, ma dovrà poggiarsi su scelte comuni e condivise. Bisogna fare passi in avanti, soprattutto quando si discute di un rinnovo contrattuale così importante come quello del settore tessile, della moda e dell’abbigliamento.

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