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Come sta cambiando l’Inps secondo il presidente dell’Inps

Che cosa ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, sulle nuove attività dell'Inps

Il mondo del lavoro – non solo italiano – sta vivendo un turning point.  L’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare il lavoro che conosciamo, l’invecchiamento della popolazione, sommata alla denatalità, sta stressando i conti pubblici e le conquiste dello stato sociale.  “La tecnologia se la governi moltiplica, se la subisci divide, ce lo ricordiamo con la rivoluzione industriale”. Lo ha spiegato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, tra gli ospiti d’onore di Capri Talks, l’evento organizzato da Spin Factor sull’isoletta partenopea.

Anche l’Inps utilizza l’intelligenza artificiale ma lasciando “l’umano al centro”, spiega il presidente Fava: “Abbiamo devoluto all’AI delle attività ripetitive, e anche complesse, e così abbiamo liberato tempo ed energie alla nostra ‘popolazione’ per affrontare problemi complessi, per dare risposte certe”.

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: INPS ASPETTA IL LEGISLATORE

Il futuro del sistema previdenziale italiano non può più prescindere dal secondo pilastro, uno strumento fondamentale per garantire la sostenibilità delle pensioni futuri. “In merito alla previdenza complementare l’Istituto aspetta gli esiti del legislatore – ha spiegato Fava -. Siamo favorevoli alla previdenza complementare perché migliorerà sicuramente le pensioni, soprattutto quelle dei giovani.

IL WELFARE GENERATIVO

L’Istituto, negli ultimi anni, si è impegnato a introdurre l’innovazione del “welfare generativo”, superando il vecchio modello per muoversi verso un sistema ritagliato sulle necessità dei cittadini. “La parola d’ordine è “personalizzazione”. Vogliamo personalizzare customizzando i vari servizi che abbiamo, quasi 470 a favore di tutti i cittadini, lungo l’arco di vita di ciascuno. Questa è la novità e la vera sintesi: anticipare i bisogni rispondendo in chiave predittiva e preventiva”, dice il presidente dell’Inps.

L’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE

L’inverno demografico italiano, e il contemporaneo invecchiamento della popolazione, rappresenta una delle sfide più complesse per la tenuta dei conti pubblici. “Rispondiamo al tema dell’invecchiamento della popolazione con una visione olistica. Andiamo incontro alle imprese perché sono le imprese a creare i futuri contribuenti e contributi che servono a raggiungere la sostenibilità – ha aggiunto il presidente Fava -. Questo servirà a ridurre il gap tra invecchiamento e giovani. Questa forbice possiamo ridurla cercando di far aumentare la partecipazione al lavoro dei giovani attraverso una partnership ancora più intensa con le imprese”.

LA COMUNICAZIONE CHE PARLA AI PIÙ GIOVANI

Avvicinare un’istituzione percepita spesso come distante a chi vede la pensione come un lontana – e come, forse, un miraggio – ha richiesto una radicale mutazione di linguaggio. “La comunicazione oggi è la precondizione per essere affidabili e credibili. L’Inps lo sta facendo utilizzando lo stesso linguaggio dei giovani. Abbiamo lanciato l’app, il portale giovani e adesso comunichiamo anche con pillole sui social che arrivano ai nostri ragazzi con linguaggio semplice e diretto – conclude il presidente dell’Inps -. I numeri ci stanno dando ragione, i ragazzi ci stanno seguendo, ci stanno ascoltando. Ciò servirà moltissimo per accompagnarli nel loro futuro”.

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