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Come l’aumento dei costi influenzerà le trimestrali

Bond Ucraini Russi

L’analisi di Peter Garnry, Head of Equity Strategy per BG SAXO

 

Stiamo entrando nella stagione delle trimestrali con valutazioni azionarie elevate e margini di profitto ai massimi storici. C’è una serie crescente di stress test per le aziende a partire dalle pressioni salariali, dai vincoli di fornitura che spingono i prezzi verso l’alto e ora, ultimamente, anche costi energetici sempre più alti.

Aziende come FedEx, Nike e Bed Bath & Beyond hanno già lanciato l’allarme sull’aumento dei costi di produzione e sulla pressione sui margini. Si pensava che questi temi sarebbero stati centrali a partire dal prossimo gennaio ma, in realtà, molti investitori potrebbero essere sorpresi da come impatteranno anche su queste trimestrali.

L’aumento dei costi di produzione metterà ancora una volta sotto pressione le aziende dei settori industriali, dei beni di prima necessità e dei beni legati al benessere della persona.

Ci aspettiamo, invece, che le aziende digitali rilascino buoni risultati, poiché generano una maggiore quantità di entrate e profitti per consumo energetico utilizzato e spesso forniscono i loro servizi su Internet, rendendoli più immuni alle interruzioni dell’approvvigionamento globale.

Insomma siamo davanti ad un altro trimestre che dimostra una volta di più agli investitori che scommettere sulle aziende digitali fa bene ai rendimenti. Il corollario sarà un aumento della pressione per cercare di tassare le aziende digitali.

La lista qui sotto riporta le più importanti trimestrali da tenere d’occhio in questi giorni:

Mercoledì: Delta Air Lines, JPMorgan Chase, BlackRock, First Republic Bank

Giovedì: Fast Retailing, Bank of America, Wells Fargo, Walgreens Boots Alliance, Morgan Stanley, Citigroup, UnitedHealth, US Bancorp, Progressive, Domino’s Pizza

Venerdì: Zijin Mining, BOC Hong Kong, PNC Financial Services, Goldman Sachs, Charles Schwab, Truist Financial

Delta Air Lines dovrebbe archiviare un fatturato Q3 di 8.4 miliardi di dollari, in crescita del 175% a/a e il suo primo trimestre redditizio dall’inizio della pandemia, con un EPS atteso a 0.18 dollari e un EBITDA di 945 milioni di dollari che si traduce in un sano margine operativo del 11.2%. Il focus è naturalmente l’aumento dei costi del carburante associato alla crisi energetica globale in corso, ma anche la difficile gestione  dei passeggeri nel mondo post pandemico.

Tra le banche e le banche d’investimento ci concentriamo su JPMorgan Chase per il quadro completo, e Bank of America per capire le dinamiche del credito sottostante e la situazione della domanda di prestiti negli Stati Uniti, mentre Citigroup è interessante per la sua inclinazione ai mercati emergenti. Morgan Stanley e Goldman Sachs spesso non sono interessanti dato che JPMorgan Chase è il più delle volte un buon indicatore sull’investment banking per il trimestre.

Gli analisti si aspettano un trimestre difficile per le banche USA q/q in quanto l’attività si sta normalizzando nel consumer e commercial banking. L’attenzione chiave per le banche si concentra sulla loro prospettiva in relazione ai tassi di interesse e a qualsiasi dato sull’inflazione e su come essa influenza i clienti.

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