Economia

Come i prof. della Lega s’interrogano (e sbuffano) sui nuovi numerini della manovra

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Nel Movimento 5 Stelle, a partire dal vicepremier Luigi Di Maio, si difende a spada tratta l’esito della trattativa del governo Conte con la Commissione di Bruxelles. Mentre nella Lega i prof nel governo e in Parlamento s’interrogano e sbuffano. Fatti, nomi e commenti

 

“In Europa non c’è stata nessuna retromarcia. L’Ue in questo momento è nostro interlocutore per portare a casa quota 100, reddito di cittadinanza e tutte le misure”. Parola del vicepremier Luigi Di Maio

“Per quanto mi riguarda non c’è stata nessuna retromarcia sulla manovra per portare a casa quota 100 e reddito di cittadinanza”, ha aggiunto il ministro Luigi Di Maio: “Scopriamo dalle relazioni tecniche – ha aggiunto – che, zelanti come eravamo stati, avevamo messo più soldi di quelli che servivano” per le coperture delle misure previste.

“Abbiamo scoperto dalla relazioni tecniche che eravamo stati zelanti mettendo più soldi di quelli che servivano ma il tema di gioire per la legge di bilancio è ancora attuale. Io lo farò anche con il deficit al 2% se Conte, come spero, tornerà a casa con la manovra ed evitando la procedura di infrazione”, ha proseguito Di Maio.

LE DICHIARAZIONI DI SIRI

Il leghista Armando Siri, uno dei padri della Flat tax proposta dalla Lega di Salvini in campagna elettorale, sposta l’attenzione sulla Francia: “Abbiamo lavorato alacremente per trovare una soluzione di buonsenso”, per ottenere “una manovra coerente” con le finalità del Governo, nonche’ per poter contemperare “l’esigenza di mantenere gli obiettivi che l’Unione europea ci chiede. Mi auguro, a questo punto, non ci siano ‘due pesi e due misure’ in ambito Ue”, visto che “alla Francia viene concesso di sforare, ancora una volta, il rapporto Deficit/Pil”, ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, dal palco del X forum dei giovani avvocati, notai e dottori commercialisti.

POSIZIONE DELL’ECONOMISTA BAGNAI

Entra invece nel merito della trattativa Roma-Bruxelles il portavoce della Lega in materia di politica economica, Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato. Ecco le conclusioni del suo lungo post pubblicato ieri sera sul suo blog Goofynomics (qui la versione integrale): “Il meraviglioso mondo dei social fa da lente di ingrandimento del nostro scontento, ma ci offre anche l’opportunità di condividere quello che avete trovato e vi ha trattenuto qui: i dati. Il mondo di prima, del quale vi parlai a suo tempo, era un mondo in cui l’IVA sarebbe aumentata, nessuno avrebbe usufruito di quota 100, nessuno avrebbe avuto né reddito né pensione di cittadinanza, non era stata rafforzata la detassazione dell’IMU sugli immobili strumentali, non era stato esteso il regime forfetario (sì, lo so, non è la “vera” flat tax: non ricordo di aver mai detto che avremmo fatto tutto il primo anno, e se l’ho detto lapidatemi pure), ecc. Certo che dobbiamo volere di più! Però, perdonatemi, una cosa devo dirvela: così come mi sembrano surreali le richieste “europee” di fare una politica meno espansiva all’inizio di un ciclo recessivo (richieste che si sbricioleranno quando la recessione globale colpirà i buoni come i cattivi), altrettanto surreali mi sembrano certe rampogne che vedo circolare sui social. Per giustificarle, per carità, le giustifico: i grafici di questo post sono una spiegazione sufficiente! Ma per capirle dovrei pensare che abbiate la memoria di un moscerino, o che siate atterrati oggi in Italia provenendo dall’iperuranio dei testi di macroeconomia keynesiana, dove, in effetti, è scritto che bisognerebbe fare ben altro (credo di saperlo, ma ringrazio comunque chi me lo ricorda). Il fatto è che nel mondo reale non basta che capiamo noi qual è la cosa giusta. Devono capirlo anche loro. Alla fine lo capiranno, perché i fatti hanno la testa dura e qui avete imparato ad apprezzarlo. Cerchiamo di non dimenticarceli, questi fatti: altrimenti la testa ce la romperemo noi“.

I TWEET DELL’ECONOMISTA BORGHI

Ancor più netto l’altro economista di punta della Lega, Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, che in alcuni tweet ha chiarito la sua posizione:

I TWEET DEL GIURISTA BARRA CARACCIOLO

Significativa anche la chiosa del giurista Luciano Barra Caracciolo, sottosegretario agli Affari europei con il ministro Paolo Savona, a un tweet sul tema in questione:

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