Economia

Come funzioneranno i buoni spesa anti emergenza Covid-19

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Al via i buoni spesa per le famiglie in difficoltà. Info utili, numeri e polemiche 

400 milioni contro la fame: partono da oggi i buoni spesa per le famiglie in difficoltà economica in piena emergenza coronavirus (persone che non ricevono stipendio). Il denaro sarà distribuito tra tutti i Comuni d’Italia, ma sindaci e non solo si lamentano dell’esiguità dello stanziamento. Tutti i dettagli.

L’ANNUNCIO DI CONTE

“Non vogliamo lasciare nessuno da solo e abbandonato a se stesso, siamo tutti nella stessa barca”, ha detto il premier Giuseppe Conte sabato sera, annunciando che il governo avrebbe stanziato 400 milioni per aiutare le famiglie in difficoltà.

COME SARANNO DISTRIBUITI I SOLDI

I soldi vanno ai Comuni, non alle famiglie: ai sindaci il compito di distribuirli. In particolare, il 75% dei fondi, ovvero 300 milioni, verrà ripartito in base alla popolazione residente in ogni singolo comune mentre il restante 25% (100 milioni) verrà distribuito in base alla distanza, “ponderata per la rispettiva popolazione”, tra il valore del reddito pro-capite di ciascuno degli oltre 8mila comuni italiani (che sarà calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi del 2017) e il valore medio nazionale.

Ad ogni comune andranno almeno 600 euro. A Roma, secondo i primi numeri pubblicati oggi sui giornali, andranno 15 milioni, a Napoli 7,6 milioni, a Milano 7,3 milioni.

IN ATTESA DELL’INTERVENTO PRIVATO

A questo denaro, si spera, dovrà aggiungersi quello dei privati. “C’è un contributo che viene dato ai Comuni e la possibilità di aggiungere donazioni per la solidarietà. Si tratta di buoni spesa per derrate alimentari e la gestione sarà a cura dei servizi sociali”, ha precisato il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza Stampa.

I BENEFICIARI

Ma chi saranno i beneficiari ultimi di questo aiuto statale? I cittadini bisognosi, che verranno individuati dai servizi sociali di ogni comune, selezionati tra “i nuclei familiari più esposti agli effetti economici” e tra quelli “in stato di bisogno”.

COME FUNZIONERANNO I BUONI SPESA

Due le opzioni per usufruire degli aiuti. Ai cittadini verranno consegnati dei buoni spesa, fino a 50 euro per nucleo familiare, per acquistare generi alimentari presso una serie di esercizi commerciali contenuti in un elenco pubblicato da ogni amministrazione, oppure verranno consegnati dei pacchi di cibo da alcuni volontari.

LE POLEMICHE

La misura entra in vigore oggi, ma non mancano le polemiche. Lo stanziamento del governo, per tanti, è esiguo. “Una ripartizione iniqua. È la stessa cifra che il Comune ha raccolto con le donazioni al fondo di mutuo soccorso”, ha commentato l’assessore al Bilancio del Comune di Roma, Roberto Tasca.

LE CRITICHE DI ANCI

Sulla questione si è espressa anche Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani. “Bene i 400 milioni per la prima fase, ma credo che per dare una risposta più adeguata serva lo stanziamento di almeno 1 miliardo di euro”, ha detto Roberto Pella, vicepresidente Anci.

“L’anticipo del 66 per cento del Fondo di solidarietà con criteri che non favoriscono le regioni del Nord maggiormente colpite dalla pandemia è una vera presa in giro”, è stato invece il commento di Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto.

Fino a ieri, come hanno detto alcuni sindaci del sud via Facebook, non erano ancora chiari i metodi di distribuzione dei buoni.

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