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Così l’Europa prova a salvare la stagione turistica estiva

Turismo

Come Germania, Italia e non solo cercano di non far naufragare la stagione turistica estiva. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino

L’Europa riscopre Schengen e da Bruxelles e Berlino parte la corsa a riaprire seppure in maniera graduale i confini interni, dopo le chiusure dovute all’emergenza del coronavirus. Ci vuole un piano condiviso, a livello europeo, per superare (o coordinare) le tante regolamentazioni adottate sul piano nazionale. All’orizzonte la libera circolazione dei cittadini europei, il ritorno alla normalità per le popolazioni di confine, la riduzione dei controlli per le merci e per i pendolari, ma anche il salvataggio di una stagione estiva che potrebbe limitare i danni al turismo di molti Stati. L’Italia fra questi.

Non è un caso che la Süddeutsche Zeitung abbia scelto di titolare l’intervista concessa dal commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni a un pool di quotidiani europei sull’assicurazione dello svolgimento della stagione turistica estiva. La Stampa, che ha pubblicato la stessa intervista per l’Italia, ha invece puntato sul Recovery Fund. E ieri Angela Merkel, che in mattinata interviene al Bundestag per sottoporsi alle domande dei parlamentari, probabilmente tutte incentrate sulla gestione della crisi pandemica, ha fatto trapelare nella riunione in videoconferenza con i deputati del suo partito che la nuova frontiera degli allentamenti alle misure restrittive potrebbe riguardare proprio l’apertura dei confini all’interno della Ue. Un passo che prevede peraltro un braccio di ferro nel governo tedesco, con il ministro dell’Interno Horst Seehofer per nulla entusiasta dell’allentamento dei controlli.

SALVARE IN PARTE LA STAGIONE ESTIVA

“Avremo sicuramente una stagione turistica estiva”, è il titolo riservato dalla Süddeutsche Zeitung all’intervista con Gentiloni pubblicata (non in grande evidenza) nelle pagine interne della sezione economica, “anche se segnata da limitazioni e misure di sicurezza”. Il quotidiano segnala proprio all’inizio come lo stesso Gentiloni venga da una città, Roma, che è tra le mete più amate del turismo internazionale. Un settore colpito duramente dalla pandemia, che rappresenta una fondamentale fonte di ricchezza per molti paesi europei. La commissione Ue presenta oggi una sorta di decalogo di precauzioni da adottare negli alberghi e nei viaggi, un ventaglio di consigli che dovrebbero fungere da orientamento per la riorganizzazione delle attività turistiche nella fase due del contrasto all’epidemia. Ma soprattutto, come ha riportato la Bild, la proposta di una garanzia di rimborso, una sorta di assicurazione extra garantita dai singoli Stati Ue, per chi in queste settimane prenotasse una vacanza in uno degli Stati membri.

Secondo stime della commissione, una stagione turistica estiva in Europa vale 150 miliardi di euro e il suo blocco totale potrebbe costare quasi 6 milioni e mezzo di posti di lavoro.

Inoltre Bruxelles spinge per una graduale eliminazione dei controlli alle frontiere e delle limitazioni di viaggio all’interno dell’Unione. Un modello flessibile che dovrà tenere conto dell’evoluzione della pandemia nelle diverse regioni europee, della capacità di adottare misure di controllo come test a tappeto e di seguire eventuali catene di contagio: ma che alla fine dovrà condurre al ristabilimento dell’Europa di Schengen e della libera circolazione dei cittadini, senza che possano esistere discriminazioni su base nazionale ed europei di prima e seconda classe.

Turismo e confini. Iniziative combinate che potrebbero salvare almeno in parte una stagione estiva che solo qualche settimana fa appariva del tutto compromessa. E attenuare seppur in minima misura quella disuguaglianza fra gli Stati europei che la pandemia accentuerà: i paesi membri hanno differenti capacità di reazione alla crisi, ha aggiunto Gentiloni, come dimostrano i diversi volumi dei singoli aiuti di Stato, e questa disuguaglianza mette in pericolo il mercato interno e la coesione dell’eurozona. Solo un piano di ricostruzione solido e ben strutturato è in grado di limitare tali disuguaglianze e rischi, ha concluso il commissario.

BERLINO CERCA SOLUZIONI CON ITALIA, GRECIA E SPAGNA

Tornando al turismo, anche in Germania sino a qualche giorno fa il dibattito era piuttosto vago. Nessun esponente di governo si sbilanciava sull’argomento, molti presidenti di Länder puntavano su una stagione di turismo interno (il settore è in difficoltà anche in Germania) e la gran parte dei cittadini si stava rassegnando a vacanze sul Mar Baltico invece che sulle coste del Mediterraneo. Ma il successivo andamento più tranquillizzante delle curve epidemiche in buona parte dell’Europa e la necessità di immettere un po’ di ossigeno in uno dei settori più colpiti dalla crisi, hanno riaperto l’opportunità di valutare con prudenza qualche apertura. Nei giorni scorsi è trapelato che dirigenti del governo tedesco sono in contatto con funzionari di Italia, Grecia e Spagna per definire un quadro che agevoli un minimo movimento turistico in estate. Alcuni quotidiani riferivano di buone prospettive per i viaggi in Grecia, dove il virus è stato contrastato con successo dall’adozione tempestiva di restrizioni. Ma ogni paese naturalmente valuta la bilancia fra sicurezza ed economia a seconda dell’andamento nazionale della pandemia e la Spagna non intende per il momento rinunciare a mettere in quarantena per due settimane chi arriva dall’estero. Un problema per le vacanze estive.

Oltre ai tedeschi che vogliono andare all’estero, il settore turistico spinge per allentamenti che incentivino i turisti stranieri a visitare la Germania. I fautori delle riaperture indicano due esempi da seguire. Uno interno: il tribunale amministrativo della Bassa Sassonia ha annullato l’obbligo di quarantena per chi entra nel Land tedesco dall’estero, una decisione che adesso potrebbe essere velocemente adottata anche in altri Länder. L’altro esterno: il percorso autonomo, anche in contrasto con le direttive nazionali, intrapreso in Italia dall’Alto Adige.

MERKEL PER UNA GRADUALE RIAPERTURA DEI CONFINI UE

Resta prioritaria una decisione sui controlli di confine tedeschi. Cresce la pressione sul ministro dell’iterno seehofer a non prolungare ulteriormente le restrizioni in vigore sino al 15 maggio. Seehofer è riluttante e ritiene prematura una riapertura immediata e totale dei confini in Europa, ma non è contrario a graduali e prudenti allentamenti. I margini di manovra ci sono e il compromesso verrà trovato. Si potrebbe ripartire dalla riapertura del confine con il Lussemburgo, una frontiera più piccola con uno Stato che sembra avere l’epidemia sotto controllo. Un segnale in attesa che altri seguano. Angela Merkel si è detta favorevole a una graduale riapertura nelle prossime settimane, in Germania e in Europa: è importante che i controlli alle frontiere non siano effettuati sino alla fine, avrebbe detto nel corso della riunione virtuale con il suo gruppo parlamentare. E in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron, i due leader hanno auspicato un’azione concertata europea.

Anche dal ministero degli Esteri arrivano segnali di apertura. Fino al 14 giugno permane il consiglio a non recarsi in viaggio all’estero se non per motivi improcrastinabili. Per le settimane successive, tale avviso potrebbe essere mantenuto solo per i viaggi fuori dall’Unione Europea.

 

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