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Come e dove schizzerà l’export italiano. Report Sace

Numeri, tendenze e scenari sull’export italiano (con i Paesi esteri dove la crescita delle esportazioni sarà maggiore) secondo il rapporto Sace presentato il 14 settembre

Il rimbalzo dell’economia globale trainerà l’export del Made in Italy che raggiungerà livelli più alti di quelli pre-pandemia. A dirlo è il Rapporto Export 2021 di Sace che quest’anno si intitola “Ritorno al futuro: anatomia di una ripresa post-pandemica“.

Sace, la società statale che aiuta le aziende italiane a lavorare sui mercati esteri assicurando le loro attività, stima un rimbalzo dell’11,3% dell’export di beni, con pieno ritorno ai livelli pre-pandemia già nel 2021 quando le vendite raggiungeranno 482 miliardi.

Nel 2022 la crescita sarà del 5,4% e del 4% nel biennio successivo. Tale ritmo, superiore di quasi un punto al tasso medio pre-crisi (+3,1%, in media annua, tra 2012 e 2019), consentirà di raggiungere nel 2024 il valore di 550 miliardi di export di beni.

All’evento Sace anche i ministri Daniele Franco e Luigi Di Maio

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato anche Daniele Franco, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Barbara Beltrame, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione Confindustria, Francesco Starace, Amministratore Delegato Enel, Maria Bianca Farina, Presidente Poste Italiane e Presidente ANIA e Federico Ghella, Vice Presidente Ghella e Presidente comitato lavori all’estero ANCE. Dopo il saluto del Presidente Rodolfo Errore, per SACE sono intervenuti l’Amministratore Delegato Pierfrancesco Latini, e il Chief Economist Alessandro Terzulli.

Daniele Franco: “Export tornerà presto ai livelli pre-crisi”

“La capacità di esportare è essenziale per il successo del sistema manifatturiero”. A dirlo è stato il ministro dell’Economia Daniele Franco, primo a intervenire tra i tanti relatori della presentazione. “Abbiamo recuperato quote di mercato, in volume l’export è aumentato in linea con quello tedesco. La crescita dell’export nel 2021 in valore è dell’ordine dell’11% che ci fa tornare ai livelli pre-crisi”, continua il ministro. L’Italia conoscerà una vera e importante ripresa solo se saprà votarsi all’innovazione. “L’Italia ha una posizione patrimoniale leggermente positiva, va ampliato il numero delle imprese innovative e rafforzata la capacità di intercettare le opportunità dei mercati esteri, va ampliato il numero delle imprese di posizionarsi mercato – ha osservato il ministro -. L’obiettivo è accrescere il volume delle operazioni e rendere gli interventi più rapidi e accessibili. Il nuovo regime consente allo Stato di assumere impegni assicurativi fino a 120 miliardi: per il 2021 sono stimati 28 miliardi e 30 per l’anno prossimo”.

Rodolfo Errore: “PIL italiano migliore della media europea”

“Il periodo che stiamo attraversando sarà uno spartiacque per la nostra storia”. Ne è convinto il Presidente di SACE Rodolfo Errore. “Il 2021 verrà ricordato come l’anno in cui l’export italiano ha ripreso il percorso di crescita con risultati a doppia cifra – continua il presidente Errore -. Un anno in cui SACE ha mantenuto costante l’impegno e il focus sull’export, con una crescita sostanziale delle risorse mobilitate, lavorando in parallelo, con Garanzia Italia, anche al sostegno della competitività del Paese in un momento emergenziale. Senza tralasciare che il nostro Pil è migliore della media europea e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si sta rivelando come traino dello sviluppo del Paese”. Sono molto alte le aspettative delle aziende italiane nei confronti dei nuovi orizzonti che può offrire il PNRR. “Il PNRR – ha concluso il presidente Errore – non deve essere soltanto un evento economico ma una chance per modernizzare il Paese cogliendo la sfida della digitalizzazione e della sostenibilità, e soprattutto un’occasione per superare le disuguaglianze. SACE sosterrà gli investimenti del PNRR, da un lato con le garanzie e coperture assicurative per progetti strategici, dall’altro con il suo ruolo di facilitatore del New Green Deal italiano. Quindi saremo ancor di più al fianco delle imprese, per far crescere il Paese intero”.

PNRR un volano per il PIL italiano

Il Rapporto di Sace stima che una piena realizzazione delle riforme strutturali del PNRR e il loro mantenimento in un orizzonte di medio periodo accentuerebbe l’intensità della crescita del Pil soprattutto nell’ultimo triennio “nel 2025 l’output nazionale aumenterebbe del 2,7% come riflesso della crescita degli investimenti e delle riforme con ricadute positive sul Pil potenziale”. Le riforme strutturali del PNRR incrementerebbero anche la competitività delle imprese attive sui mercati esteri tanto che il livello delle emissioni di beni entro il 2025 aumenterebbe del 3,5% rispetto a quanto previsto nello scenario base. Sace si propone di fare la sua parte concentrandosi su “progetti strategici relativi a economia circolare, mobilità sostenibile e digitalizzazione del settore produttivo e investimenti nel green, con linee di firma a garanzia delle diverse fasi di esecuzione delle commesse, oltre che creare spazi per schemi di partenariato pubblico-privata”. Il PNRR non deve servire solo a tornare ai livelli pre-crisi ma a superarli “colmando quei gap strutturali, per consentire all’Italia di riconquistare il suo giusto peso nel mercato globale”, dice Pierfrancesco Latini, Amministratore delegato di SACE, durante il suo intervento. E questo attraverso gli investimenti in infrastrutture, in digitalizzazione e in sostenibilità.

Pierfrancesco Latini: “Sace ha mobilitato 67milioni di euro in favore delle imprese”

L’Amministratore delegato di Sace Pierfrancesco Latini, inoltre, sottolinea il nuovo ruolo assunto da Sace negli anni della pandemia. “Nel momento più difficile della storia sanitaria ed economica della nostra Repubblica, ci è stato affidato un nuovo mandato, che ha tracciato una roadmap per Sace – dice l’AD Latini -. Un nuovo modello di business che va oltre il nostro tradizionale supporto all’export e all’internazionalizzazione che portiamo avanti da oltre quarant’anni estendendolo anche al mercato domestico e alle garanzie green. Un impegno che si è tradotto dall’inizio della Pandemia ad oggi in oltre 67 miliardi di euro di risorse mobilitate a favore delle imprese“. Sace ha mobilitato 38 miliardi di euro “sostenendo le imprese italiane con prodotti assicurativo-finanziari – ha proseguito Latini -. Sul territorio domestico siamo intervenuti con Garanzia Italia, lo strumento emergenziale affidatoci dal Governo per sostenere le imprese durante la Pandemia. In quest’ambito abbiamo mobilitato risorse per oltre 28 miliardi di euro, per un totale di più di 3.000 garanzie emesse”. Quanto al Green New Deal italiano”-

Il medagliere della ripresa: Germania, Usa e Svizzera medaglia d’oro

Nell’anno delle Olimpiadi il Rapporto Export 2021 di SACE mutua il linguaggio sportivo per stilare una classifica delle principali destinazioni del Made in Italy. Le medaglie d’oro sono attribuite ai Paesi dove l’export italiano ha già recuperato e prevede di rimanere dinamico negli anni successivi. Questi paesi sono la Germania, primo mercato di sbocco per il nostro Paese, gli Stati Uniti, terzo mercato italiano e primo extra UE, con un tasso di crescita dell’11% nel 2021 e la Svizzera che consolida il ruolo di hub logistico internazionale. Medaglia d’argento a Francia, Paesi Bassi e Brasile, Paesi nei quali l’export tornerà sui livelli pre-crisi già quest’anno, ma procederà poi a ritmi più contenuti. In Francia, secondo mercato di destinazione, a spingere saranno i settori automotive e costruzioni, tra cui il progetto “Grand Paris Express”. Il Brasile, invece, recupererà nel 2021 grazie alla performance della meccanica strumentale (+10,2%), i mezzi di trasporto (+19,3%, in particolare automotive) e gli apparecchi elettrici. A seguire con la medaglia di bronzo ci sono Regno Unito, Spagna e Austria, mercati verso i quali il nostro export non recupererà i livelli pre-crisi nel 2021 e registrerà una crescita molto più contenuta negli anni successivi “a causa di assetti politico-istituzionali incerti, limitazioni commerciali collegate a quadri sanzionatori internazionali oltre ovviamente agli impatti economico, sanitari e sociali della pandemia”, si legge nel rapporto.

La ripresa dell’export italiano verso i mercati lontani, secondo il rapporto Sace

Altri Paesi ben posizionati per accogliere i prodotti italiani sono il Giappone, per il quale si attende un +14,3% nel 2021 e la Russia, solo in parte intaccata dalla pandemia, che può contare su solidità economica e il debito pubblico contenuto e le importanti riserve valutarie. “Sarà la meccanica strumentale a trainare le esportazioni italiane verso Mosca (+18,7%)”, si legge nel rapporto. Dovrebbero essere molto positive le esportazioni in meccanica, alimenti e bevande verso il Canada e la Polonia. “Chimica e metalli hanno guidato la performance in Cina dello scorso anno, ma nel 2021 supererà i 14 miliardi di euro nel 2021 e l’accelerazione delle vendite verso Pechino sarà trainata in particolare da moda e arredamento”, si legge nel Report. Bene anche la Corea del Sud che ha saputo contrastare gli effetti della pandemia, ed è diventata il terzo mercato nella regione, l’Italia sarà presente con tessile e abbigliamento, grazie all’apprezzamento da parte dei consumatori coreani per l’alta moda italiana. Altri mercati strategici saranno il Vietnam (+16% nel 2021), Taiwan (+7,5% nel 2021), Arabia Saudita (+ 9,6%) e Emirati Arabi Uniti, verso cui l’export crescerà del 15%. In Arabia Saudita ci sono buone prospettive per chimica e metalli, che insieme valgono quasi mezzo miliardo di euro di beni, i metalli in particolare saranno trainati dalle infrastrutture e costruzioni, che sono al centro dei due ingenti programmi di diversificazione voluti dal principe ereditario, “Vision 2030” e “Shareek”.

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