Economia

Chiudere subito le filiali delle banche in Lombardia, Piemonte e Veneto. L’appello di Sileoni (Fabi)

di

Unicredit Sileoni

Banche: per il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, occorre “chiudere subito” almeno le filiali in Lombardia, Piemonte e Veneto.

Quasi il 40% degli sportelli delle banche italiane è situato nelle cosiddette “zone rosse” ovvero le tre regioni più colpite dal Coronavirus e a maggior rischio contagio: sul totale di 25.404 filiali degli istituti, il 37,7% si trova in Lombardia, Piemonte e Veneto.

E’ la mappa realizzata dalla Fabi sulle filiali degli istituti sul territorio nazionale che chiede, come spiega il segretario generale, Lando Maria Sileoni, di “chiudere subito” almeno le filiali “nelle tre regioni più colpite”.

L’APPELLO DI SILEONI (FABI) ALLA CLIENTELA

Sileoni lancia anche un appello alla clientela: “La consulenza è fondamentale per imprese e famiglie, ma le operazioni più semplici si possono fare via telefono e col Bancomat”.

LA PRESENZA IN LOMBARDIA, PIEMONTE E VENETO

In particolare, secondo la mappa Fabi, nel territorio lombardo ci sono 5.008 agenzie (20% del totale), in quello piemontese 2.065 (8%) e in quello veneto 2.499 (10%). Nelle “zone rosse”, la provincia con la maggior presenza di banche è Milano con 1.425 sportelli, seguita da Torino con 851, Brescia con 754, Bergamo con 577, Verona con 518, Padova con 463, Vicenza con 461, Treviso con 438, Cuneo con 436. In generale, è Roma, con 1.567 sportelli su 2.132 dell’intera regione Lazio, la provincia a maggior presenza di banche.

L’APPELLO DI SILEONI (FABI)

“Domani, contro ogni nostra richiesta e contro la nostra volontà, riapriranno le banche, perché, essendo servizi pubblici essenziali non sono state inserite dal governo tra le attività che da domani si fermeranno. Nei giorni scorsi, abbiamo chiesto all’Abi e anche allo stesso governo di prendere in considerazione la chiusura di tutti gli sportelli sul territorio nazionale due settimane e spero che questa scelta venga presa al più presto quantomeno nelle zone più colpite dal Coronavirus. Ma serve una norma ad hoc e una ferma presa di posizione del governo. Dal territorio ci arrivano informazioni su code di persone, specie anziani, che vogliono entrare in banca per operazioni banali che potrebbero effettuare col telefono: questo non deve accadere. Mi rivolgo, pertanto, proprio alla clientela: molte operazioni si possono fare a distanza e col Bancomat. Tutta la consulenza può essere fornita al telefono. Sappiamo quanto è importante per i cittadini il rapporto diretto con la banca e con chi ci lavora: passata l’emergenza, chi auspicava la morte degli sportelli bancari dovrà ricredersi e sottolineare, invece, il loro ruolo al servizio dell’intera società, delle famiglie e delle imprese” dice Sileoni.

LA MAPPA FABI

Secondo la mappa della Fabi, che ha elaborato i dati statistici della Banca d’Italia aggiornati al 2018, in totale, in Italia le filiali delle banche sono 25.404: 2.065 in Piemonte (8,1%), 83 in Valle d’Aosta (0,3%), 5.008 in Lombardia (19,7%), 705 in Liguria (2,8%), 767 in Trentino Alto Adige (3,0%), 2.499 in Veneto (9,8%), 689 in Friuli Venezia Giulia (2,7%), 2.658 in Emilia Romagna (10,5%), 1.960 in Toscana (7,7%), 431 in Umbria (1,7%), 844 nelle Marche (3,3%), 2.132 nel Lazio (8,4%), 548 in Abruzzo (2,2%), 109 in Molise (0,4%), 1.298 in Campania (5,1%), 1.153 in Puglia (4,5%), 221 in Basilicata (0,9%), 405 in Calabria (1,6%), 1.273 in Sicilia (5,0%), 556 in Sardegna (2,2%).

Nelle tre regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto) più colpite da Coronavirus, dunque, è presente il 37,7% delle filiali bancarie italiane. Per quanto riguarda la presenza nelle province, nelle “zone rosse” in cima
alla classifica c’è Milano con 1.425 sportelli, seguita da Torino con 851, Brescia con 754, Bergamo con 577, Verona con 518, Padova con 463, Vicenza con 461, Treviso con 438, Cuneo con 436. In generale, è Roma, con 1.567 sportelli su 2.132 dell’intera regione Lazio, la provincia a maggior presenza di banche.

fabi

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