Economia

Chi può far scendere lo spread

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Il commento di Edoardo Narduzzi, manager, imprenditore e saggista 

Per un’economia che rischia la recessione per quanto tempo è sostenibile un premio per il rischio del 2,65%? Nonostante l’approvazione della manovra di bilancio lo spread dell’Italia rimane elevato e troppo distante da quello della Spagna, stabile intorno a quota 120 punti base. Questo delta di costo richiesto dagli investitori per finanziare imprese od organizzazioni italiane inevitabilmente agirà da moltiplicatore in negativo del ciclo recessivo. Per una ragione semplicissima: con una crescita vicina allo zero o addirittura negativa l’intero valore dello spread si trasforma in termini nominali nell’indice che misura la rimborsabilità del debito pubblico.

Un’economia che cresce meno come pil del suo costo del debito è un’economia destinata ad avere problemi di non facile soluzione nel suo futuro perché accumulerà altro debito per rifinanziare quello già emesso. Ma perché lo spread italiano rimane così più elevato perfino di quello del Portogallo? Il premio per il rischio sul debito sovrano segnala sempre qualcosa di preciso. La Spagna, per esempio, ha un contesto politico perfino più volatile di quello italiano: il premier Sanchez guida un governo di minoranza mai eletto dai cittadini; in Catalogna lo stallo politico è permanente; il Partito popolare è in forte crisi ma nessuna nuova leadership partitica riesce a emergere.

Nel caso dell’Italia ciò che lo spread segnala da tempo è l’insostenibilità del cosiddetto contratto di governo tra M5S e Lega. Non tanto per il fatto che nessun elettore ha mai votato sia la flat tax che il reddito di cittadinanza, ma soprattutto per la ragione che, a differenza della Spagna e degli altri paesi europei, il contratto mette a budget molta spesa corrente pubblica aggiuntiva con troppi dubbi sulla possibilità di cifrare gli effetti sulla crescita del pil futuro di tali interventi. Il paradosso dello spread italiano è tale che il miglior modo per riportare a livelli di sopportabilità il premio per il rischio sui Btp, è quello di operare per un superamento dell’attuale coalizione di governo.

Un esecutivo a guida Salvini, incentrato sul 32/34% dei potenziali consensi che i sondaggi assegnano al partito che già governa da lustri Lombardia e Veneto, è la novità che i mercati si attendono per riportare sulla Terra il valore dello spread italiano. Ovviamente un cambio di maggioranza non è una partita facile da gestire per Salvini e il suo staff, ma con nuove banche come Carige e Banca Popolare di Bari commissariate o a corto di capitale e con l’economia che potrebbe aver segnato nell’ultimo trimestre del 2018 il secondo periodo consecutivo di decrescita, o il leader leghista capisce che questo è il suo momentum e agisce conseguentemente, oppure si ritroverà presto intrappolato nella recessione e nella rivolta della sua base elettorale padana. Lo spread al 2,65% è prima di tutto il de profundis del sistema produttivo del Nord.

 

Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza

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