Economia

Che cosa ha detto il giurista della Cattolica elogiato da Salvini sul Recovery Fund

di

Mes

Critiche e proposte al governo oggi da parte del leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso del suo intervento in Senato.

“Se c’è qualcosa di buono per l’Italia siamo contenti, lo valuteremo nei prossimi mesi. Due obiezioni di metodo sul grande successo, questo il primo caso in cui il prestito dopo 4 giorni viene concesso ma dicendo ‘amico mio i soldi del prestito li spendi come ti dico io”. E’ un prestito un po’ strano signor premier”.

E’ quello che ha detto il leader della Lega Matteo Salvini nel corso del suo intervento in Senato.

“Usate questi soldi per tagliare le tasse, ma fatelo sul serio, se lei la prossima settimana porta la proposta di taglio dell’Iva ci saranno tutti i voti della Lega. A proposito ricordo a qualche viceministro che dire ai ristoratori di cambiare mestiere è un insulto, cambi mestiere qualche viceministro”, ha detto Salvini nel corso del suo intervento in Aula.

“Io – prosegue – vi chiedo di applicare il modello Genova a tutte le grandi opere tra cui la Gronda e il ponte di Messina. Vi chiedo poi di spendere i soldi per la scuola italiana, per sistemare gli edifici, date speranza e lavoro certo almeno ad una parte degli insegnanti precari”. Il leader della Lega chiede che non si torni alla legge Fornero “quota 100 ha permesso a tanti giovani di poter lavorare, non torniamo a quella legge (Fornero ndr)che era una gabbia. Noi faremo le barricate dentro e fuori del Parlamento”.

Salvini ha poi invitato a nutrire dubbi sull’esito del vertice europeo, invitando a leggere le parole di un docente di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano, Alessandro Mangia.

Mangia oggi ha giudicato l’accordo europeo sul Recovery Fund parlando al Sussidiario.net.

Ecco un breve estratto dell’intervista:

“Questi ultimi tre giorni di trattative hanno messo perfettamente in luce lo stato di dissoluzione in cui si trovano le istituzioni europee”. “L’unica istituzione europea che funziona è stata la Bce, che in questi mesi è andata per proprio conto in beata indifferenza rispetto alle vicende politiche nazionali, Corte di Karlsruhe compresa. Mi sembra un bilancio eloquente”.

Facciamo chiarezza. Da dove vengono i quattrini del fondo perduto?

È un altro pezzo del gioco delle tre carte che è stato montato prima e dopo questo vertice. La battaglia è stata presentata come se Italia, Spagna, Francia ed altri dovessero ricevere soldi in regalo da altri frugali nel nome della solidarietà europea.

E invece?

In realtà, siccome i Trattati sono quelli che sono – e gli articoli 123, 124 e 125 Tfue sono lì a dimostrarlo – non c’è nessunissimo trasferimento di denaro. Questi soldi verranno ricavati dal ricorso al mercato sulla base di un collaterale su cui si dovrà fare leva: e il collaterale per questo emissioni obbligazionarie sarà fornito pro quota dai singoli Stati.

Soldi nostri.

Certo. Insomma, per capirci, quello che faceva il Mes nel 2012 lo farà, probabilmente, la Commissione attraverso una serie di schermi giuridici che servono ad attutire l’aggiramento del Tfue. Non è un caso che sia circolata l’idea di risolvere lo stallo attraverso l’istituzione di un nuovo veicolo per questa linea di finanziamento, che va sotto il nome di Recovery Fund, ma che non esiste se non nei comunicati stampa. Insomma dopo l’Efsm, l’Efsf e dopo il Mes si pensava ad un quarto fondo salva-Stati come asso nella manica.

Tutto questo che cosa significa?

Che queste persone parlano di soldi che non ci sono, e che nemmeno sanno come saranno raccolti o distribuiti. Emissioni obbligazionarie future, ci dicono. L’unica cosa certa è che l’impiego di questi fondi sarà soggetto a controlli e verifiche continue.

Mettiamo che tutto vada per il verso giusto.

Se andrà bene, alla fine del 2027 saremo divenuti percettori netti di 25 mld. Quindi una qualche redistribuzione ci sarà. Voglio però vedere come, dove e quanto arriverà in realtà.

Perché è scettico?

Ma perché noi non abbiamo una burocrazia in grado di presentare progetti da finanziare e men che meno di spendere. La storia dei fondi europei – che finora sono sempre stati soldi nostri che sarebbero potuti tornare indietro con un vincolo di spesa – mai impiegati, la dice lunga. Noi abbiamo un Governo che si occupa di monopattini, biciclette e banchi di plastica. Capirà che per i nostri partner europei non è granché rassicurante.

Un altro capitolo delicato è quello dei meccanismi di controllo.

Quali siano questi meccanismi e quali i tempi di rilascio di questi finanziamenti non è chiaro. Chi avrà potere di veto? E chi potrà decidere di interrompere queste erogazioni? È ancora tutto da definire. Dovrà essere approntata una normativa molto dettagliata ancora tutta da immaginare. Il precedente è il Mes, ma lei capirà che non è un precedente rassicurante. Il che ci porta al punto di partenza. Qual è l’area del mondo che reagisce così alla crisi da pandemia?

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