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Changpeng Zhao, l’uomo delle criptomonete è sempre più ricco. Chi è il Paperone cinese

Changpeng Zhao

Changpeng Zhao, storia e cronaca del Paperone cinese

 

Saranno anche soldi virtuali, ma riescono a renderti comunque dannatamente ricco. Lo sa bene Changpeng Zhao, che dal 2017, guida la società più grande al mondo di exchange crypto. Un mercato parallelo a quello reale, in cui spesso passa di tutto, dato che, com’è noto, le critpovalute si trascinano dietro un bel po’ di dubbi e quesiti morali. Pecunia non olet, dicevano gli antichi, figurarsi una moneta che nemmeno esiste. Ma che, all’occorrenza, può essere cambiata con denaro vero e frusciante.

Le Banche Centrali, è noto, guardano con sospetto al fenomeno, le autorità di mezzo mondo continuano a chiedere regolamenti, ma i legislatori fanno fatica a tenere il passo dell’evoluzione tecnologica. E così, come in ogni bolla, come nel Far West prima che arrivasse la ‘legge’, c’è chi nelle lunghe ombre proiettate dalle lacune normative, fa in tempo a diventare spudoratamente ricco.

QUANTO È RICCO CHANGPENG ZHAO?

Parliamo di 96 miliardi di dollari di patrimonio, milione più, milione meno, stando all’ultimo aggiornamento del Bloomberg Billionaires Index. A tanto ammonta la ricchezza di Changpeng Zhao, amministratore delegato e founder di Binance, il più grande exchange al mondo dell’ecosistema crypto, che gli ha strappato un biglietto per l’11esima posizione nella classifica dorata degli uomini più ricchi al mondo.

L’ingresso nella top ten guidata da un altro homo novus, Elon Musk, potrebbe essere dietro l’angolo visto che Binance, fondata nel 2017, sarebbe in odore di quotazione in Borsa (BinanceUs). Come se non bastasse, nel 2021 è balzata al terzo posto tra la criptovalute a maggior capitalizzazione con un + 1.344 per cento e una capitalizzazione totale pari a 87 miliardi di dollari.

 

Se seguite il calcio, potreste aver sentito parlare della società, divenuta lo sponsor della Lazio proprio nell’ottica di farsi conoscere al grande pubblico e, soprattutto, al piccolo investitore. E quando non gioca la Lazio il logo della società tappezza comunque i campi da gioco.

 

UNA STORIA ‘STRAPPALACRIME’

La storia personale di mister “CZ”, poi, piace alla stampa. Nato nel 1977 in Cina da una coppia di professori bollata dal governo come intellettuali dissidenti e, pertanto, espulsa dalla nazione, hanno trovato riparo a Vancouver, in Canada, dove Changpeng Zhao ha lavorato anche da McDonald’s per dare una mano ai suoi. Mentre lavorava, ha comunque studiato informatica alla McGill University di Montreal. Dopo la laurea ha lavorato nella Borsa di Tokyo prima di diventare sviluppatore di software per Bloomberg Tradebook. Quindi, nel 2005, il ritorno in Cina, a Shanghai, dove ha fondato Fusion Systems, società che assiste i broker con l’implementazione di un sistema di trading.

La svolta però è arrivata all’improvviso, nel 2013, al tavolo verde, durante una partita a poker con l’ex Ceo di Bitcoin China, Bobby Lee, e l’investitore Ron Cao: i due, racconta Forbes, lo hanno convinto a investire il 10 per cento del suo capitale in Bitcoin, sistema che CZ non conosceva e che lo ha ‘drogato’ al punto che ha persino venduto il suo appartamento pur di continuare ad acquistare criptovalute. Tre anni dopo, nel 2017, ha fondato Binance, che in meno di un anno è divenuta la piattaforma più popolare al mondo per lo scambio di valuta digitale e oggi vanta oltre 1000 dipendenti in 40 Paesi.

Da parte sua, Changpeng Zhao, ennesimo paperone cinese, continua a chiedere che il settore venga regolamentato. Nella lettera aperta che ha pubblicato poche settimane fa, Zhao ha spiegato che «regolamenti chiari sono fondamentali per una crescita continua».

Ma, intanto, stando a quanto ha riportato nel terzo trimestre del 2021 il think tank italiano Digital Gold Institute, in diverse circostanze i clienti di Binance non hanno potuto depositare o prelevare mentre erano in corso operazioni di controllo da parte dei regolatori (è successo in Gran Bretagna, per esempio).

 

Di Binance si è occupata anche la Consob, l’autorità che vigila sul mercato in Italia, con un comunicato in cui spiegava che «le Società del “Gruppo Binance” non sono autorizzate a prestare servizi e attività di investimento in Italia», nemmeno tramite il sito www.binance.com le cui sezioni denominate “derivatives” e “Stock Token”, relative a strumenti correlati a cripto-attività, erano state redatte anche in lingua italiana.

 

Molto, però, lo si deve alla disattenzione per il tema da parte della politica, che solo adesso inizia a normare il campo, soprattutto negli Stati Uniti. Nel frattempo, Changpeng Zhao ha continuato in questi mesi a proporre Binance come attore affidabile sul mercato e a guadagnare miliardi. Mentre l’ingresso nella graduatoria dei più ricchi sembra quasi averlo infastidito: «Non preoccuparti delle classifiche. Concentrati su quante persone puoi aiutare», ha twittato. «Invece delle classifiche sulla ricchezza, dovrebbe essercene una sugli sforzi di beneficenza e filantropia».

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