Economia

Ecco cosa sta studiando Carige per il bond

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Che cosa sta studiando Carige su bond e dintorni. L’articolo di Luca Gualtieri, giornalista di Mf/Milano finanza

Un private placement o un impegno di accollo sulla tranche non collocata di un’offerta pubblica. Sarebbero queste le ipotesi allo studio per il bond subordinato da circa 200 milioni che Carige si è impegnata a emettere entro la fine dell’anno.

ECCO CHE COSA FARA’ BANCA CARIGE SUL BOND

Proprio in questi giorni l’operazione sarebbe sul tavolo dell’amministratore delegato Fabio Innocenzi e della sua squadra che stanno definendo la modalità più efficace per colmare il gap di capitale. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’obiettivo di Carige sarebbe ridurre l’onerosità dell’emissione che nell’attuale scenario di mercato rischia di richiedere un rendimento a doppia cifra. Basti pensare che l’ultimo subordinato emesso dal Credito Valtellinese (emittente con un rating migliore rispetto a Carige) ha pagato un interesse dell’8,5%.

TUTTE LE IPOTESI SUL DOSSIER BOND

In soccorso di Carige potrebbero pertanto arrivare i soci di riferimento, a partire dalla famiglia Malacalza che finora ha investito circa 400 milioni nella banca genovese. Come detto, le ipotesi sono almeno un paio: o un private placement rivolto a un numero ristretto di investitori (che in gran parte sarebbero gli stessi azionisti) o un impegno di accollo a valle dell’offerta pubblica. In questa seconda modalità i soci potrebbero agire in modalità analoga a quella dei consorzi di garanzia nel caso degli aumenti di capitale. Per il momento in ogni caso non è stata presa alcuna decisione definitiva e le opzioni saranno approfondite nel corso delle prossime riunioni del consiglio di amministrazione.

CHE COSA FARANNO I SOCI DI CARIGE

Dai soci comunque starebbero arrivando segnali di apertura. Se la famiglia Malacalza (oggi primo azionista di Carige al 28%) ha da tempo dato la propria disponibilità per nuovi investimenti nella banca, proprio nei giorni scorsi l’azionista Aldo Spinelli si è detto disponibile a un impegno nel collocamento: «Abbiamo sempre fatto il nostro dovere nei confronti della Carige e continueremo a farlo», ha spiegato Spinelli. Secondo indiscrezioni anche Raffaele Mincione e Gabriele Volpi sarebbero disponibili ad investire anche se per il momento la modalità tecnica deve ancora essere definita.

COME VA IL TITOLO CARIGE IN BORSA

Nel frattempo il titolo Carige continua a recuperare terreno a Piazza Affari dopo che il cda ha deciso di valutare la strada di un’aggregazione. Inizialmente restii verso uno scenario di m&a, i Malacalza sono tornati sui propri passi e oggi i vertici di Carige stanno considerando attentamente questa ipotesi.

LE PROSSIME MOSSE DI CARIGE

La banca intende infatti verificare tutte le modalità di «turnaround operativo, valutando in una prossima riunione consiliare l’individuazione di una banca di investimento per esplorare possibili aggregazioni», ha spiegato la nota diffusa giovedì 11. Se l’accelerazione sul fronte delle aggregazioni piace al mercato, certamente l’individuazione di un partner non sarà impresa semplice.

CHE COSA PENSA MEDIOBANCA

Per Mediobanca ad esempio le operazioni di m&a tra le banche di medie dimensioni italiane sono diventate più impegnative in questa fase di spread alto e che «possono rappresentare un ostacolo all’accelerazione del de-risking, un prerequisito per qualsiasi integrazione».

COME PROCEDE IL PERCORSO DI DERISKING

Nel frattempo procede il percorso di derisking. La scorsa settimana il board ha dato ieri mandato all’amministratore delegato Innocenzi di raggiungere un accordo con Bain Capital Credit all’interno della trattativa in esclusiva annunciata il 7 agosto scorso sulla cessione di un portafoglio di posizioni utp fino a 400 milioni lordi «che consentirà di portare l’ammontare di npe al di sotto dell’obiettivo di 4,6 miliardi stabilito dalla Bce per fine 2018».

LE ULTIME CESSIONI DI CARIGE

Nei primi giorni di insediamento del nuovo consiglio, Carige ha inoltre chiuso la cessione del business del merchant acquiring a Nexi e di proseguire l’attività propedeutica alla cartolarizzazione assistita da garanzia statale, la cui conclusione è prevista entro fine anno.

 

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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