Economia

Perché le novità della Bce sul Tltro preoccupano Banco Bpm, Mps e Ubi Banca

di

Bce Germania

Che cosa sostiene Bloomberg sulle banche italiane come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm e Ubi dopo l’ultimo annuncio della Bce

Giovedì scorso il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha fornito le specifiche sul prossimo programma di aiuto al sistema finanziario. Il terzo round di iniezione di liquidità partirà a settembre con un tasso per le banche dell’Eurozona del -0,3%, che è migliore della consenso degli economisti per il -0,2%. Ma inferiore al Tltro II precedente per il -0,4%.

Quindi gli istituti che presteranno denaro a singoli ma soprattutto alle imprese per farle crescere riceveranno da Francoforte lo 0,3% di interesse sulle cifre erogate dalla Bce. Viceversa, se questi soldi verranno mandati a Francoforte overnight, saranno soggetti a un costo equivalente, dello 0,3% da parte delle banche che li hanno tenuti fermi, rendendoli infruttiferi.

I NUMERI IN BALLO

E creando una montagna di liquidità su cui oggi siede il sistema bancario europeo di 2.100 miliardi di dollari, è il calcolo del team di analisti di Bloomberg Intelligence Unit, che Francoforte teme perché è la dimostrazione che la catena che governa il flusso di denaro viene interrotta in banca e non fatta transitare sull’economia reale a favore della crescita del Pil.

EFFETTO DRAGHI CON LA TLTRO

Dopo il discorso di Draghi, soprattutto la conferenza stampa durante la quale è stato trattato il tema della guidance sui tassi, il mercato sta scommettendo sempre più, sottolinea Bloomberg, in un ulteriore taglio del costo del denaro dalla metà del 2020.

GLI SCENARI DOPO L’ANNUNCIO DELLA BCE

Non è una buona notizia per le banche, perché tassi più negativi andranno ad erodere i margini di guadagno dell’attività ordinaria della banca. Ecco perché il Tltro III verrà fatto a condizioni più vantaggiose delle attese. Ed ecco perché gli economisti americani ritengono che, assieme al taglio del costo del denaro, verrà introdotto anche il tiering sui depositi, che andrà a colpire soprattutto chi parcheggia quantità di denaro maggiori in Bce.

LE DOMANDE DEL MERCATO

Ma come potranno avvantaggiarsi le banche dal Tltro III, se si considera che è ancora in atto il round precedente? I prestiti pregressi non sono infatti scaduti, hanno ancora in media un anno di tempo. Le due posizioni non possono essere semplicemente sommate.

CHE COSA E’ SUCCESSO ALL’ITALIA

La volta scorsa l’Italia ha chiesto 180 miliardi di euro, pari al 63% del totale dell’erogazione messa in campo da Francoforte. E questo ha arricchito le banche per 750 milioni di euro di ricavi complessivi, pari all’8% dell’utile pre tasse. Non poco.

ECCO LE STIME DI BLOOMBERG SULL’ITALIA

Bloomberg ha calcolato che l’Italia dispone di 600 miliardi di prestiti idonei per poter accedere al Tltro III da settembre per un imposto massimo stabilito dalla Banca centrale europea del 30%, ratio in linea con quello precedente in questo caso. Però bisogna tener conto dell’entità dei prestiti precedenti ancora nei bilanci degli istituti e che quindi nono sono stati restituiti a Francoforte.

LE STIME PER INTESA SANPAOLO, BANCO BPM, UBI E MPS

Secondo i calcoli degli analisti americani, Intesa Sanpaolo detiene ancora 60,6 miliardi di euro del Tltro II e ha una potenzialità di richiesta per 59 miliardi per il Tltro III, Unicredit dispone di 51,2 miliardi di euro e può chiedere 77 miliardi ancora, mentre la situazione appare diversa nel caso di Banco Bpm, Monte dei Paschi e Ubi Banca.

I CONTI PER LE SINGOLE BANCHE

Il gruppo milanese guidato dal ceo Giuseppe Castagna detiene 21,4 miliardi di Tltro II e ne potrà chiedere solo 11,4 ora, mentre Siena, con 16,5 miliardi in cassa, ha un tetto di 11 miliardi e Ubi, a quota 12,4 miliardi, potrà fare domanda per non oltre 8,7 miliardi. Anche perché il peso sulle liabilities incide di più. Infatti se per Unicredit il Tltro II rappresenta il 6,6% del debito, nel caso di Intesa è il 7,7%, ma è il 12,5% per Mps, il 10% per Ubi e il 13,3% per Banco Bpm.

Oggi Kepler Cheuvreux aggiunge che l’incidenza sale nel caso di Bper (13,3%) e Carige (16,2%). Caso a parte Mediobanca, con 4,4 miliardi di liquidità da Tltro II, pari al 5,4% del debito. Chiaro che un round al -0,3% è meno conveniente del precedente -0,4% e questo potrà incidere per circa 240 milioni di euro in meno sul comparto bancario italiano, calcola Kepler.

 

(Estratto di un articolo pubblicato su MF/Milano Finanza)

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