Economia

Bcc, Iccrea e Ccb. Che cosa ha detto Visco ad Assiom Forex

di

Bankitalia

L’intervento di Marco Bindelli, vice presidente e consigliere delegato ai rapporti con il Credito Cooperativo e le Capogruppo  del Banco Marchigiano (gruppo Ccb), sulle parole di Visco

 

Durante il 26° Congresso Assiom Forex, il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è intervenuto sul processo di riforma del credito cooperativo in corso di attuazione da oltre un anno per quanto riguarda il Gruppo bancario cooperativo (Gbc) facente capo alla trentina Cassa Centrale Banca (Ccb) e da quasi undici mesi per quello romano guidato da Iccrea Banca (Iccrea).

Nonostante Visco abbia già sollecitato tre volte le capogruppo dei Gbc ad assolvere i propri doveri, l’occasione è servita all’Autorità di vigilanza, da un lato, per ricordare i gravosi impegni imposti dalla riforma emanata nel 2016 e modificata nel 2018 che attendono i due Gbc, dall’altro, per specificare alcuni concetti che potevano sembrare ovvi solo agli addetti ai lavori del mondo delle Banche di credito cooperativo (Bcc).      

OBIETTIVI DELLA RIFORMA

La riforma del credito cooperativo è stata concepita con il fine di conseguire i guadagni di efficienza e le economie di scala necessari per affrontare le sfide connesse con la trasformazione del mercato bancario, preservando al contempo lo spirito mutualistico delle Bcc”.

Il Governatore ha ribadito, quindi, la necessità, da parte delle capogruppo dei Gbc, di far conseguire economie di scala alle Bcc e di renderle efficienti conservando le finalità mutualistiche e cooperative, finalità che, ad onor del vero, stando al tenore letterale delle disposizioni normative e dei contratti di coesione sottoscritti, dovrebbero interessare l’intero Gbc, ossia anche le altre società del gruppo e la capogruppo.

RIDUZIONE COSTI, RAZIONALIZZAZIONE RETE DISTRIBUTIVA E BCC IN DIFFICOLTA’

Dopo aver ricordato che nel corso dell’anno sarà avviato il comprehensive assessment da parte della Banca centrale europea (Bce), Visco ha richiamato i due Gbc alla tempestiva riduzione delle spese, alla razionalizzazione della rete distributiva e alla necessità di affrontare con decisione i casi di singole Bcc in difficoltà.

Mentre la riduzione dei costi del Gbc è legata sia agli interventi presso le Bcc di cui s’è detto sopra che a quelli presso le altre società del gruppo e la capogruppo, la razionalizzazione riguarda essenzialmente gli sportelli delle Bcc con problemi di sovrapposizione territoriale o disequilibri economici non compensati da corrispondenti vantaggi mutualistici o sociali.

Esclusivamente rivolto alle capogruppo è invece il richiamo al dovere di intervenire energicamente presso le Bcc in difficoltà.

ASSETTI ORGANIZZATIVI E GOVERNANCE

Le condizioni finanziarie dei gruppi cooperativi, il loro modello di attività, gli assetti organizzativi, la governance devono essere tali da assicurarne la sostenibilità nel lungo periodo”.

E’ evidente che il predetto invito, essendo indirizzato ai Gbc, specie con riferimento alla governance, è rivolto in primis alle due capogruppo e, conseguentemente, alle Bcc e alle altre società del gruppo, giacché appare inverosimile ipotizzare il corretto funzionamento di un qualsiasi gruppo societario in assenza di una corretta governance della capogruppo chiamata a coordinare e dirigere le proprie società controllate.

Per una sommaria disamina delle peculiarità e criticità afferenti alla governance dei Gbc rinvio a questa analisi

LA REDDITIVITA DEI GBC E DELLE BCC

Viene chiaramente specificato da parte del capo dell’Autorità di vigilanza che, fermi restando gli adeguati livelli di capitale richiesti, la redditività richiesta alle Bcc non può essere la medesima invocata per le banche SpA interessate essenzialmente alla distribuzione dei dividendi e al valore di quotazione delle proprie azioni.

Non viene, tuttavia specificato se, come parrebbe logico in un gruppo che deve rispettare le finalità mutualiste e cooperative, il differente concetto di redditività debba interessare anche la capogruppo di un Gbc non quotato in borsa il cui capitale, peraltro, è posseduto principalmente dalle stesse Bcc aderenti al gruppo.      

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