Economia

Assicurazioni Generali e Mediobanca, cosa (non) fa Elliott e cosa fa Nagel

di

Unicredit Banca Generali

Fatti e indiscrezioni su che cosa si muove dentro e fuori Mediobanca e Assicurazioni Generali, mentre il fondo Elliott ha smentito all’Ansa di avere azioni dell’istituto di Piazzetta Cuccia

Grandi acquisti oggi in Borsa per Mediobanca e Assicurazioni Generali. Entrambe le azioni sono state acquistate a fronte di un comparto finanziario in difficoltà.

A favorire il rialzo sono state le indiscrezioni secondo cui l’istituto di Piazzetta Cuccia sarebbe nel mirino del fondo americano Elliott, che avrebbe già in mano l’1% del capitale.

Indiscrezioni smentite però dal fondo Usa: i fondi che gestiamo “non hanno alcuna posizione nel capitale o nel debito di Mediobanca”, ha fatto sapere un portavoce di Elliott all’Ansa.

Diverse le info in possesso di Reuters che alle 14 scriveva: “No comment” dal fondo Elliott sulle indiscrezioni circa l’acquisto di un 1% di Mediobanca, finalizzato a una operazione più ampia che porterebbe allo scorporo della quota Assicurazioni Generali”.

“Il fondo al momento non ha comunque approcciato Mediobanca”, secondo una fonte vicina a Piazzetta Cuccia, ha scritto Reuters. “Per ora nessuno si è fatto sentire e la banca non sa quali possano essere le intenzioni [di Elliott]”. “Mediobanca è aperta a dialogare con tutti gli azionisti”, ha aggiunto la fonte e lo farebbe dunque anche con il fondo Usa se venisse contattata.

Tutto nasce da un flash di ieri di Dagospia approfondito oggi dal quotidiano la Repubblica:

Secondo Repubblica, Elliott avrebbe racimolato l’1% di Mediobanca e punterebbe ad arrotondare la quota per riformare la governance di Piazzetta Cuccia e arrivare alla scissione del 13,2% detenuto nelle Assicurazioni Generali.

Mediobanca, comunque, ha più volte detto che ridurrà la sua quota in Generali al 10% entro la chiusura dell’esercizio a giugno 2019. Il ceo Alberto Nagel non ha escluso cessioni di quote maggiori a fronte di una grande operazione “transformational”.

Due giorni fa il numero uno di Mediobanca ha infatti detto: “Entro giugno 2019 effettueremo la cessione pacchetto, che può essere fatta in molti modi, sul mercato o non sul mercato. Vedremo le opportunità che si presentano”, ha confermato Alberto Nagel, in riferimento al 3% di Generali che l’istituto di credito ha già annunciato di voler vendere. “L’obiettivo è quello di utilizzare il capitale per rafforzare le nostre prospettive di crescita”, ha proseguito, spiegando le finalità della cessione.

L’azionariato Generali ha visto nell’ultimo periodo un rafforzamento della compagine italiana, con Edizione e il gruppo Caltagirone che hanno aumentato le proprie quote fra indiscrezioni di una possibile manovra in chiave anti-scalate.

Elliott ha conquistato di recente il cda di Tim a discapito della francese Vivendi e ora controlla la società di calcio del Milan presieduta da Paolo Scaroniv, vicino al fondo Usa (qui la lettera di Scaroni a Dagospia).

Comunque Nagel – nonostante le smentite di Elliott – non sta con le mani. E intende esaudire alcune aspettative dei soci, sensibili come alcuni fondi alla questione del capitale.

Proprio due giorni fa, presentando i risultati di Mediobanca – il cui esercizio 2017-2018 è stato di “forte sviluppo” grazie alla “forte espansione commerciale” della banca, che si presenta ora “più redditizia, con una migliore composizione dei ricavi, più patrimonializzata” – Nagel ha sottolineato che i conti possono consentire “una politica di remunerazione più interessante grazie all’aumento del dividendo e al buy-back”.

In effetti la proposta all’assemblea prevede l’acquisto, in una o più volte, di un massimo del 3% del capitale sociale – “limite imposto dall’art. 29 del Regolamento delegato UE n. 241/2014 della Commissione” – e pertanto, allo stato, pari a massime n. 26.611.288 azioni del valore nominale di Euro 0,50, è scritto nel comunicato dell’istituto di Piazzetta Cuccia di due giorni fa.

Basterà per sventare i piani di alcuni fondi?

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