Economia

4 soluzioni choc (impossibili?) sul debito di Roma e degli altri comuni

di

Italia

Il commento di Fulvio Coltorti, già direttore dell’area studi e ricerche di Mediobanca

 

Il problema sotto gli occhi di tutti è che coloro che hanno gestito il Comune della nostra capitale si sono disinteressati sia delle regole della buona amministrazione sia degli interessi dei cittadini romani (visto lo stato della città) sia delle esigenze di giustizia di tutti i contribuenti italiani. I colpevoli toccano molti partiti e molti personaggi, di sinistra e di destra sicché quando la cosiddetta opposizione si esprime con veemenza nelle piazze e sui media il sentimento che genera è di assoluto sconcerto. Ora sembra che si voglia tagliare quel debito caricando oneri sulle banche erogatrici ed estendere l’aiuto a tutte le grandi città in difficoltà. In questo modo gli incapaci e i collusi resteranno ricchi e impuniti ovunque.

A mio parere per un governo serio questa potrebbe essere una buona occasione per stabilire:

A) che chi sbaglia paga: si lasci fallire il comune di Roma e si soddisfino i creditori con i suoi beni patrimoniali salvando ovviamente le opere d’arte; tra gli “attivi” da liquidare si includano i crediti (non riscossi) per i vari condoni e le multe, insieme con le partecipazioni e i canoni di affitto stabiliti fuori mercato… immobili ovviamente da vendere;

B) le banche subiscano l’onere che loro compete per avere allegramente finanziato nel tempo gestioni paurosamente inefficienti sicure che avrebbe pagato sempre un Pantalone,

C) gli amministratori locali che hanno generato il debito siano perseguiti con azioni di responsabilità e condannati a partecipare personalmente alla risoluzione del dissesto

D) Dopo il fallimento si affidi la gestione ad una terna commissariale (tre “consoli” di indiscussa moralità e competenza) che si incarichi di sistemare le strade, pulirle e bonificarle, preparando un programma di rinascita e di riorganizzazione di tutti i servizi locali.

Per le altre città indebitate, ferma l’incoscienza di estendere l’aiuto taglia debito, si adotti la stessa soluzione.
Ovviamente andrebbe studiato un marchingegno per evitare che i creditori possano rifarsi verso lo Stato centrale. Abbiamo molti costituzionalisti capaci di inventarlo. Sarebbe anche un modo per ridurre il nostro debito pubblico. Ma quale governo potrà essere capace di emanare una tale normativa? Quello attuale si definisce “del cambiamento “, un cambiamento che sinora non si è visto e che v’e da dubitare che mai si vedrà .

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