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L’Europa convalescente

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di Giuseppe Pennisi – Il settimanale Americano “The National Review”, di orientamento conservatore, definisce l’Europa “Convalescente”. Cosa preoccupa oltreoceano dello stato di salute dell’UE?

 

Su ‘The National Review’ , settimanale americano di orientamento conservatore , Michael Bird chiama l’Europa ‘convalescente’. I suoi strali sono orientati principalmente alla Gran Bretagna ma con riferimenti all’intera eurozona. E’ un segni di miglioramento in quanto in passato l’Unione Europea veniva chiamata ‘ il vecchio ammalato della comunità internazionale’.

Le previsioni dell’Unione Europea (UE) e dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) affermano che l’economia continua a rafforzarsi nella maggior parte dei paesi dell’UE, anche se con ritmi e intensità diversi. Tuttavia, gli effetti della crisi finanziaria (debito pubblico e risanamento dei bilanci) continueranno a pesare sulla ripresa. Tutti i principali indicatori confermano che la ripresa, anche se debole, continua

Dalle previsioni economiche dello scorso autunno le prospettive per l’UE e per l’eurozona sono migliorate. Dopo una crescita dello 0,1% nel 2013, il PIL dell’UE dovrebbe aumentare dell’1,5% quest’anno e del 2% nel 2015. Per l’area dell’euro le prospettive sono leggermente meno rosee (+1,2% nel 2014 e +1,8% nel 2015).

Nel 2015 la ripresa dovrebbe investire tutti i settori e tutta l’Unione e iniziare a rafforzarsi nei paesi periferici vulnerabili dell’eurozona. Sebbene le differenze nei tassi di crescita siano destinate a persistere, si ridurrà il divario tra i paesi più virtuosi e quelli ancora in difficoltà. Nel 2014 solo Cipro e Slovenia dovrebbero registrare un tasso di crescita del PIL negativo; entro il 2015 tutte le economie dell’UE saranno tornate a crescere.

Anche se il nuovo accordo raggiunto tra istituzioni internazione ed europee, da un lato, e la Grecia, dall’altro, hanno almeno temporaneamente rimosso un elemento di incertezza, la situazione politica internazionale è densa di minacce ad Est (Ucraina) e nella sponda inferiore del Mediterraneo (Libia, Tunisia).

La ripresa , però, deve essere alimentata da seri programmi di riforme economiche strutturali interne. Lo documenta un bel lavoro di Giuseppe Bertola ed Anna Lo Prete nel CEPR Discussion Paper No. DP10413 che analizza in particolare gli effetti di riforme ben concepite del mercato del lavoro sulla finanza pubblica ed i conti con l’estero.

Una dimostrazione interessante sarà fornita dalla tenacia ed energia con cui Governo e Parlamento greco realizzeranno il programma che hanno presentato ed a cui si sono impegnati.

Giuseppe Pennisi

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