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Export Italia, nel 2015 un contraccolpo da Russia e Libia

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Export Italia, due crisi internazionali, quella russa con le sanzioni e la guerra in Libia rischiano di peggiorare i dati dell’interscambio commerciale

Un colpo all’export italiano, di cui oggi l’Istat ha pubblicato i dati del 2014, potrebbe arrivare alla luce di due grandi crisi internazionali, quella ucraina e quella libica. Due crisi che per ragioni diverse faranno sentire i proprio effetti negativi sullo scambio commerciale tra il Belpaese e due paesi che storicamente hanno una tradizione di interscambio intenso con Roma: la Russia e la Libia.

Nel caso della Russia i rapporti commerciali affondano le radici sin dal dopoguerra con i primi accordi petroliferi firmati da Enrico Mattei con Mosca. Nel caso della Libia i rapporti commerciali hanno radici storiche più profonde, con periodi a fasi alterne.

L‘interscambio commerciale tra Italia e Russia nel 2013 ha raggiunto il suo record con circa 50 miliardi di dollari, il nostro paese è il secondo partner commerciale di Mosca dopo Berlino tra i paesi dell’Unione europea, il quinto al mondo. Molte sono le aziende italiane che hanno deciso di insediarsi in Russia, circa 500, e coprono diversi settori, dal campo dell’energia a quello dell’alimentare. Il contraccolpo delle sanzioni dell’Unione europea (a cui sono seguite quelle della Russia verso il mercato Usa ed europeo) a seguito della crisi ucraina, che dovrebbe terminare dopo gli accordi di qualche giorno fa a Minsk, sarà sicuramente duro. L’Istat ha ufficializzato il dato del calo delle nostre esportazioni verso Mosca: 11,6%, a causa delle sanzioni e del calo del pil di Mosca di circa il 5%. A dicembre del 2014 la Banca d’Italia ha pubblicato un report di scenario sugli effetti delle sanzioni sull’economia russa negli anni 2014-2016 che prende in considerazione tre scenari, uno ottimistico, uno pessimistico e uno definito “baseline” per la crescita dell’economia russa.

L’interscambio commerciale tra Italia e Libia negli ultimi anni si è dimezzato rispetto al 2008, quando ha raggiunto la cifra di oltre 20 miliardi di euro. Gli ultimi dati disponibili, del 2013, parlano di circa 11 miliardi di euro. L’Italia è il primo partner commerciale della Libia. Il comparto energetico è quello principale, e poi un piccolo spazio è stato conquistato dal settore dell’acciaio. Delle 100 aziende che erano operanti sul territorio libico, dopo la caduta di Gheddafi ne sono rintrate circa il 70%, ma ora sarà difficile, se non impossibile, che restino alla luce della guerra civile che sta seminando l’Isis in tutto il paese.

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