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Amazon: “6000 posti di lavoro in Europa nel 2014”

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Amazon.com ha dichiarato di aver aperto l’anno scorso 6000 posti di lavoro a tempo pieno per rispondere alla forte espansione della domanda in Europa.

Dagli Stati Uniti Amazon.com dichiara di impiegare al momento 32 000 unità di personale permanente all’interno dell’Unione Europea, offrendo nuovi posti di lavoro in centri logistici, servizio clienti, sviluppo software, gestione della catena di distribuzione e design.

Xavier Garambois, vicepresidente della vendita al dettaglio di Amazon EU dichiara: «Siamo ancora in una fase di investimento e non vediamo l’ora di aprire nuove posizioni nel 2015», vista la crescita della domanda che arriva dai clienti sembra per il momento non volersi arrestare.

Amazon ha assunto dipendenti in tutte le 50 sedi sparse in Europa ma a farla da padrone sono ancora la Germania e la Gran Bretagna. La Germania rappresenta per la società il mercato più grande al mondo dopo quello Statunitense, rappresentando la base operativa delle operazioni europee. Solo lo scorso anno sono stati assunti 1200 lavoratori raggiungendo la quota di 10.000, al quale se ne aggiungono altrettanti stagionali.

Nonostante le assunzioni, la società di Jeff Brezos è impegnata in un lungo braccio di ferro con i sindacati tedeschi per un adeguamento degli stipendi dei lavoratori in magazzino con i contratti collettivi in tema di vendita al dettaglio – richieste alle quali gli americani non hanno voluto cedere considerando gli operatori al magazzino come operatori di servizi logistici. I problema con i sindacati tedeschi è costato non poche difficoltà nel periodo natalizio a causa di scioperi e manifestazioni da parte dei dipendenti tedeschi.

In Italia Amazon conta quasi mille dipendenti, suddivisi tra i circa 200 che lavorano negli uffici di Milano, cinquecento nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni vicino a Piacenza e altri 200 operatori nel call center di Cagliari, i quali prestano servizio, sono controllati e retribuiti da una holding lussemburghese.

Sempre sul tema del lavoro il numero uno dell’e-commerce si è trovato in difficoltà negli Stati Uniti uscendo però vincente nella sentenza della Corte Suprema, la quale ha stabilito che i lavoratori ai servizi logistici non hanno diritto di essere pagati durate il tempo trascorso ai controlli di sicurezza, attività che dura anche 25 minuti.

Intanto, da dicembre 2014, 15 mila robot arancioni sono al lavoro in 10 magazzini americani, garantendo un risparmio in logistica dai 400 ai 900 milioni di dollari.

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