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Algeria, il futuro passa anche dai settori no-oil

Quando si parla di economia algerina, occorre necessariamente partire da due dati: l’Algeria è uno dei più grandi esportatori al mondo di gas, e le esportazioni di idrocarburi costituiscono più del 90% dell’export del Paese. Se parliamo del resto dell’economia algerina si parla di valori, alle attuali condizioni, quasi residuali. Eppure la più grande delle sfide per l’economia di Algeri sta proprio qui: nella diversificazione.

Un piano di investimenti pubblici per migliorare la qualità della vita
Nel 2010 Algeri ha avviato un massiccio piano quinquennale di investimenti pubblici: 268 miliardi di dollari da destinare alle grandi opere (infrastrutture di base, ospedali, abitazioni civili, utilities, vie di comunicazione), dei quali 156 miliardi destinati a progetti da realizzare “ex-novo”. Inoltre, il 40% degli investimenti pubblici in grandi opere è destinato esclusivamente ad opere che avranno un impatto diretto sulla qualità della vita (scuole, ospedali).

Algeri

Un’ iniziativa che vuole stimolare l’economia, ma prima ancora un tentativo di affrontare due delle vere grandi emergenze del Paese: la disoccupazione e le condizioni di vita della popolazione spesso precarie. Dei quasi 38 milioni di algerini (i dati si riferiscono al 2013) solo il 15% gode, infatti, di un livello di vita paragonabile a quello occidentale, mentre quasi la metà del totale ha meno di 19 anni. Una popolazione giovane ed in gran parte ancora inoccupata. Per questo il Fondo monetario internazionale, solo qualche mese fa, ha mosso una dura critica alla politica economica dell’Algeria, dichiarando la sua natura assistenziale, e non a favore dei più poveri.

Puntare anche sull’agricoltura e sull’industria

Quasi 1 occupato su 4 (il 23%) lavora in uno dei settori trainanti per l’economia algerina (escluso il settore degli idrocarburi): l’agricoltura, per esempio, che rappresenta il 10% della ricchezza del Paese, con un trend di crescita che si rafforza di anno in anno. Con 8,5 milioni di ettari coltivati e più di un milione di aziende agricole attive, la filiera agroalimentare ed il settore dei macchinari agricoli continuano a crescere. La necessità di tecnologia dall’estero si fa sentire, con oltre il 30% delle importazioni algerine costituite proprio da beni strumentali e macchinari industriali. Un settore nel quale l’Italia gioca un ruolo decisivo per Algeri.

Nel 2012 l’Italia è stata tra i primi tre partner commerciale dell’Algeria, esportando, oltre ai beni strumentali, anche semilavorati. Ma ancora più importante è la presenza di aziende italiane che operano nel Paese africano, oltre che nel settore energetico, in quello delle costruzioni e con importanti insediamenti industriali.

Dal Sahara al Mediterraneo, un turismo da valorizzare
L’Algeria ha dichiarato alla comunità economica internazionale di voler puntare sul turismo. Nei piani di sviluppo e attrazione degli investimenti esteri del ministero del Turismo algerino c’è il “grande sud” sahariano ma anche la valorizzazione della costa quasi del tutto vergine da sviluppare, così come anche le zone vicine ai siti archeologici romani, dove potenziare l’offerta in termini di strutture di ricezione. I progetti già avviati sono molti. Tra questi 750 progetti per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro, portati avanti dal settore privato, e destinati alla creazione di ben 45 mila posti letto entro il 2015.

 

(di Valerio Giardinelli) *articolo pubblicato in Oil Book di www.abo.net

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