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Expo 2015, la sfida che puo’ cambiare l’Italia

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Il logo di Expo2015

 

Il tema. L’Expo è un grande parco tematico della durata di 6 mesi. Molti lo confondono con una fiera, ancor peggio con una sagra alimentare. Si svolgerà a Milano (non a Rho) e finora sono 145 i Paesi che hanno aderito, un record. Il tema scelto è quello della ‘nutrizione dell’uomo’ e ogni Paese mostrerà le proprie competenze nei settori dell’agricoltura, della produzione industriale di cibo e della ricerca scientifica. Esse verranno esibite in Padiglioni che si affacceranno su una grande unica via (chiamata decumano in omaggio all’architettura d’epoca romana). Sono attesi 20 milioni di visitatori.

Il logo di Expo2015Opportunità. Per non perderle bisogna scendere in campo subito. Molte aziende si sono già rivolte a consulenti e specialisti per cercare di capire come intercettare questo potenziale mercato. I turisti avranno un bisogno da soddisfare in termini di ospitalità e mobilità, mangeranno al ristorante e cercheranno divertimento e cultura. Secondo stime della Camera di Commercio ogni visitatore si fermerà a Milano in media 2,5 giorni e passerà dentro il sito dell’Expo 5,7 ore. Il resto è un’incognita da costruire.

Il Sistema Italia. La rete commerciale da tessere è un piccolo tassello del puzzle Expo. Il resto è rappresentato dal potenziamento del Sistema Italia, imprese e immagine del nostro Paese nel mondo. Dopo anni di recessione economica ecco una sfida globale che può rilanciare investimenti e consumi. Non è un caso che i Paesi aderenti stiano mobilitandosi in una gara al Padiglione più ‘avveniristico’; l’Arabia Saudita ha addirittura ingaggiato l’archistar Norman Foster perché nella capitale del design si vuole primeggiare e stupire. Milano sarà anche capitale mondiale dell’agricoltura sostenibile e potrà ambire, se si gioca bene le sue carte, a rappresentare un incubatore della cosiddetta ‘sharing economy’, un sistema economico costruito sulla condivisione di oggetti ed esperienze sul vincente e già consolidato modello eBay, AirB&B e Car2go. Il Sistema Italia si rialza se sa guardare al futuro.

Progetto dell'area Expo2015Rischi. L’Italia non può permettersi una brutta figura internazionale. Ecco perché Expo 2015 è un biglietto da visita per dimostrare la tenuta Paese dopo 5 anni di durissima crisi economica e di sacrifici per superarla. Investendo nei loro Padiglioni, i 145 Paesi aderenti devono trovare le ragioni per investire nuovamente a sipario calato. Tuttavia, gli esperti di grandi eventi temono che Milano non regga 6 mesi di stress da maxi eventi. Stime dicono che un quarto dei circa 20 milioni di visitatori attesi raggiungeranno il sito con la linea rossa della metropolitana. Servono treni, macchinisti e aperture no stop. L’azienda dei trasporti pubblici da sola non sembra in grado di reggere questa onda d’urto, con le manutenzioni periodiche che devono essere anticipate e fatte con cura. Altro rischio è quello di trasformare Expo in una enorme sagra, una riduzione che per ‘risparmiare’ da molti viene vagheggiata. La rinuncia alle Vie d’Acqua deve restare un caso isolato. Declassare Expo a mera difesa del Made in Italy e alla etichettatura degli alimenti è un errore strategico e di visione. Infine, il non trascurabile capitolo giudiziario. I recenti arresti dei vertici di ‘Infrastrutture Lombarde’ hanno dimostrato che il cancro della corruzione degli appalti pilotati è difficile da estirpare. Servono regole chiare e trasparenti, la burocrazia aumenta l’opacità dei comportamenti.

La rivoluzione. Milano Bisogna programmare i 6 mesi dell’evento ma anche il periodo immediatamente successivo: il dopo Expo. Gli enti locali hanno proposto la nascita di una cittadella dello Sport, il Coni si è detto entusiasta e il Milan ha già presentato una manifestazione d’interesse per costruire un nuovo stadio. Da solo il capoluogo meneghino produce il 10% del PIL dell’intero Paese. Entro il 2015 a Milano sarà attiva una nuova linea metropolitana, l’aeroporto di Linate sarà raggiungibile in treno, Malpensa proverà a diventare di nuovo ‘grande’ dopo il dehubbing di Alitalia, ci saranno 3 grandi autostrade attese da decenni, le aziende italiane si saranno confrontate con quelle di tutto il mondo internazionalizzandosi. #Expottimismo è l’hashtag creato su twitter da alcuni giovani professionisti che credono nelle capacità dell’evento. La rottamazione del pessimismo, per un’altra Italia.

 

 

(Davide D’Antoni) 

 

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