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Il Governo Cameron vuole la Google Tax. Ci riuscirà?

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Google

 

La “Google Tax” è il provvedimento annunciato dal Cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne (l’equivalente di un ministro delle finanze) che prevede di introdurre una tassazione del 25% degli utili per tutte quelle multinazionali che producono profitto in Gran Bretagna nonostante abbiano la sede fiscale in un altro paese. Le disposizioni non sono ancora disponibili nel dettaglio e dovrebbero essere introdotte nella legge finanziaria che entrerà in vigore dell’aprile del 2015.

La denominazione di “Google Tax” è una semplificazione che i media hanno utilizzato per descrivere questo tipo di provvedimenti che ricadrebbero soprattutto sulle società operanti nel settore web come ad esempio Google e Amazon.

Con l’introduzione della “Google Tax” il Governo britannico intenderebbe finanziare parte del debito pubblico, rientrando in una strategia diretta a contrastare l’elusione fiscale.

Secondo le previsioni la tassa punterebbe a raccogliere oltre 1,6 miliardi di euro (un miliardo di sterline). Di un balzello simile si parla da tempo, ma restano tuttavia dei dubbi sulla effettiva possibilità di realizzazione in quanto applicarlo significherebbe contravvenire a una serie di accordi unilaterali internazionali siglati ben prima dell’era digitale, risalenti agli anni 20’ del secolo scorso.

Di un simile provvedimento si era parlato l’anno scorso in Italia utilizzando la denominazione di “Web Tax” senza arrivare ancora a nulla di tangibile. Nella stessa direzione sembra muoversi anche il governo francese.  

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