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Videogame. Le aziende italiano sostenute dal mobile sognano la banda ultralarga

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L’industria dei videogame in Italia è fatta perlopiù di aziende giovani con un’età media di 3 anni, di cui solo il 20% ha un’età superiore agli 8 anni. Le aziende del settore sono caratterizzate da un numero di addetti piuttosto ridotto, un terzo di esse infatti non conta non più di due collaboratori, un 50% ne conta tra i 3 e i 10 e solo 5 invece hanno un numero superiore di 20 impiegati.

 

Rimasta esclusa da processi di localizzazione forzata, l’industria del videogame nostrana si è perlopiù concentrata nelle regioni settentrionali del paese vedendo in testa alla classifica la Lombardia con 33 aziende operanti nel settore, a cui segue il Piemonte con 13 e il Lazio con 11 aziende, l’Emilia Romagna con 9, Campania, Sicilia e Toscana 8, Liguria 7, Abruzzo e Veneto 4 aziende, Marche 3, Trentino 2 e ultime Sardegna e Umbria.

 

E’ utile precisare che un numero importante di operati nel settore, per via di un regime di tassazione maggiormente favorevole preferisce registrare la propria azienda oltremanica o in altri paesi europei se non cercare fortuna negli Stati Uniti vendendo i propri brevetti.

 

Le aziende italiane sono principalmente impegnate nello sviluppo di giochi mobile, il 46% circa, o per pc, 27%, mentre un 6% si occupa di sviluppo su console con fatturati medi di 650.000 euro. Le aziende che si occupano dello sviluppo su smartphone e tablet sono circa 25 con un giro d’affari che non supera in media i 130.000 euro. Solo 13 aziende invece sono specializzate nella realizzazione di giochi online, che costituiscono il 14% circa della produzione totale, fatturando una media di 400.000 euro.

 

Questa piccola nicchia industriale, anche se ancora ben lontana dai leader del settore, è tuttavia in costante espansione e potrà godere di un’ulteriore crescita se i piani d’investimento governativi per lo sviluppo della banda ultralarga riusciranno a vedere la luce in un tempo accettabile, offrendo nuove possibilità occupazionali e di sviluppo in aree ancora escluse, ahinoi, dai benefici addirittura della banda larga.

 

Secondo il rapporto Entertainment & Media Outlook in Italy di Pwc che approfondisce i trend di mercato relativi al periodo 2014-2018, l’entertainment italiano avrà nel 2018 un giro d’affari di 36,2 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 2,7% rispetto ai 31,5 miliardi registrati nel 2013, in questo mercato i videogiochi hanno un giro d’affari di quasi un miliardo di euro che potrebbero diventare 1.2 nel 2018.     

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