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Da Empoli: dalla banda larga un contributo alla crescita economica

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banda ultra larga infografica

 

Come giudica il rapporto redatto dall’Agcom e dall’Antitrust sulla banda larga?

Il rapporto è un contributo importante al dibattito. Il piano del governo sulle reti è frutto di una proficua collaborazione tra Governo e Authority che potrà avere degli sviluppi molto positivi. Molto importanti saranno le norme volte alla semplificazione amministrativa per ciò che concerne le autorizzazioni che gli enti locali dovranno concedere per le infrastrutture delle reti.

Quanti milioni di euro servirebbero per estendere la banda larga a tutto il territorio nazionale?

Dipende dalle tecnologie che l’Autorità intenderà usare. Al momento sembra privilegiare le reti FTTC (Fiber to the Cabinet) che, rispetto alle FTB/H (Fiber to the Home/Building), sono meno costose e più semplici da attivare. Il costo complessivo dell’operazione dovrebbe aggirarsi attorno ai 10-15 miliardi di euro. Da qui a Natale arriveranno risposte su come andare avanti e in alcuni casi sarà possibile usare i fondi europei, in altri casi fondi privati.

Quali misure dovrebbe prendere il governo per attrarre investimenti privati nel settore della banda larga?

Dovrebbe adottare un approccio innovativo che, così come richiesto dal rapporto, faccia viaggiare insieme la domanda e l’offerta. Dal lato della domanda un ruolo importante in tal senso può essere svolto dai bonus offerti agli utenti, mentre per quanto riguarda l’offerta possono rivelarsi molto utili per le aree meno popolate.

Secondo lei, quali e quanti benefici immediati porterebbe una simile operazione in termini economici e occupazionali?

La diffusione della banda larga può avere positivi risvolti occupazionali nel settore dell’edilizia e delle infrastrutture, ma nel lungo periodo a trarne beneficio sarà soprattutto l’indotto del mondo del digitale.

Anche nella Pubblica Amministrazione la banda larga potrebbe avere effetti positivi in termini di risparmi economici  e di snellimento dell’apparato burocratico. Quali misure e quali passi avanti si stanno facendo in tal senso?

È essenziale che si facciano altri passi avanti. Pochi mesi fa è entrata in vigore la fatturazione elettronica, ma siamo ancora all’anno zero. È importante che prosegua il processo di digitalizzazione perché si potrebbero ottenere notevoli risparmi sia per lo Stato che per le imprese, e per i cittadini. Certo, le risorse umane che non dovranno più stare davanti agli sportelli non potranno essere licenziate ma lo Stato avrà l’occasione di riorganizzare la pianta organica dell’apparato burocratico.

In quanto tempo e in che modo l’Italia potrebbe ridurre il divario con gli altri Paesi Europei?

Le posizioni possono cambiare molto velocemente, come dimostrato da alcuni Paesi europei emergenti, ma tutto dipenderà dallo sforzo collettivo che i vari protagonisti sapranno mettere in campo. Finora l’Agenzia Italiana per il Digitale ha iniziato il lavoro, ma è innegabile che, anche per colpa della politica, si sono persi due anni. Però, con meno lacci burocratici si può recuperare il tempo perso e fare molto di più. 

 

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