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Il vero sviluppo sostenibile nasce dall’innovazione. La lezione dell’Africa

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Irene Chikumbo (studi tra il Sud Africa e la Svezia), co-fondatore e Community Manager di Hypercube, è tra i 30 cittadini dello Zimbabwe selezionati per il Washington Fellowship, parte dell’iniziativa del presidente Usa Obama per i futuri leader africani.

Per Irene il Washington Fellowship rappresenta “una opportunità unica che può cambiarti la vita”. Irene utilizza le nuove tecnologie e l’innovazione per stimolare la crescita economica in Zimbabwe.

“Utilizzando gli strumenti delle tecnologie emergenti e nuove, penso che lo Zimbabwe possa stimolare la propria crescita”, spiega Irene.

L’hub, che ha lanciato nel settembre 2013, è uno spazio di innovazione che mira a stimolare e sostenere l’imprenditorialità giovanile basata sulla tecnologia.

Negli ultimi mesi, Hypercube ha organizzato e ospitato nuovi e innovativi programmi, come Startup Weekend, o come Bus Africa e Technovation, i quali aiutano i giovani imprenditori a concettualizzare e lanciare idee imprenditoriali technology based.

“Con il modo in cui il mondo si sta muovendo, c’è la necessità di miglioramento continuo e di innovazione, in particolare attraverso la tecnologia,” dice.

Durante il suo Washington Fellow, Irene trascorrerà sei settimane presso la Northwestern University di Evanston, Chicago, dove spera “di imparare quanto più possibile dal Centro Farley di innovazione e l’imprenditorialità e l’Ufficio Innovazione e nuove iniziative.”

Dopo aver completato la sua attività didattiche, Irene trascorrerà altre otto settimane come stagista presso la Fondazione Africana di Sviluppo degli Stati Uniti (USADF) a Washington, DC USADF è un’agenzia governativa statunitense che supporta lo sviluppo dell’Africa partendo dal sostegno all’imprenditorialità ed alle comunità locali.

Al suo ritorno in Zimbabwe Irene continuerà con il suo impegno in Hypercube Hub, e spera di “contribuire a creare un ambiente che favorisca l’adozione e l’adattamento della tecnologia nella nostra vita quotidiana.”

Perchè l’Africa è una cartina al tornasole di come l’innovazione può rendere davvero sostenibile la crescita economica?

 

Prima di tutto per le sue contraddizioni: se dei 10 paesi in più rapida crescita economica, ben 6 sono nell’Africa Sub-sahariana, la disoccupazione rimane una vera piaga per il continente. Secondo la Banca Mondiale, il 60% dei giovani africani è disoccupata.

“Questo significa che l’Africa dovrà trovare un modo per creare circa 95 milioni di nuovi posti di lavoro entro 2020 – spiega Jean-Claude Bastos de Morais, private investor filantropo, fondatore dell’African innovation foundation – ed ancora 160 milioni di posti di lavoro entro il 2030”, perchè possa essere riassorbita la disoccupazione e possano essere ammessi al mondo del lavoro coloro che ci si affacceranno.

Ma come? Secondo Bastos de Morais attraverso l’innovazione: “Continuando a concentrarsi sulle industrie che si basano sulle risorse naturali, non cambierà molto, dal momento che tante figure professionali stanno velocemente scomparendo. La tecnologia sta riconfigurando le economie a un ritmo così rapido, contribuendo alla creazione di nuovi mercati e opportunità per i giovani africani”.

E’ però necessario governare questo processo.

 

“Investire nell’istruzione in senso tradizionale non è la risposta. I giovani in Africa hanno bisogno di competenze e di know how che li aiuti a creare il proprio mercato del lavoro e non semplicemente entrare nel mercato del lavoro esistente. Io chiamo questo processo ‘il virus dell’innovazione imprenditoriale’. Una volta che prende piede, – conclude Bastos de Morais – le ripercussioni positive per i giovani africani saranno diffuse”.

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