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Innovazione, chi sale e chi scende nel mondo

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L’innovazione oggi è tra i fattori che fa la differenza. L’innovazione riguarda tutta l’industria, tutti coloro che sono impegnati a produrre beni materiali e servizi. Sappiamo che la meccanizzazione di alcuni processi produttivi ha prodotto la Rivoluzione industriale, oggi le macchine non bastano se sono vecchie e non ci sono persone preparate in grado di saperle fare funzionare.

Per questo in molti si interrogano sulla capacità degli Stati e delle loro aziende di innovare i cicli produttivi, di inventare nuove strade, nuovi servizi. Ecco l’innovazione non è solo una parola, che rischia di essere ridondante; l’innovazione non è un lavoro che appartiene al singolo. Per questo è interessante dare uno sguardo alla classifica elaborata dalla Insead e dalla Johnson Cornell University nel famoso Global Innovation Index che raggruppa 142 Paesi con ben 84 indicatori. Tra questi la stabilità politica, la qualità delle infrastrutture, la facilità nel fare impresa, il peso della burocrazia, il ruolo del fisco e delle tasse.

Interessante vedere in questa classifica che i paesi che innovano meglio e di più tra i primi dieci sono per la maggior parte europei, troviamo la Svizzera al primo posto, seguita da Svezia, Regno Unito e Olanda. Dopo questi primi quattro paesi arrivano gli Stati Uniti d’America, seguiti da Finlandia, Hong Kong, Singapore, Danimarca e Irlanda. 

 

L’Italia secondo questa classifica si piazza al al 29° posto, non nell’Olimpo di chi innova di più, però il dato positivo che ci riguarda è che siamo saliti di 7 posizioni rispetto al 2012. Questa classifica se letta in parallelo con quella redatta dalla Commissione europea ad Aprile ci conferma che siamo un paese ‘innovatore moderato’. Una fascia di mezzo dalla quale dobbiamo subito balzare via. Secondo la Commissione Europea siamo in compagnia di Grecia ed Ungheria, prima dell’ultima categoria di innovatori.

Tra i Paesi che nel Global Innovation Index 2013 si piazzano nel fondo della classifica troviamo l’Uzbekistan, la Siria, l’Angola, la Costa d’Avorio, il Pakistan, l’Algeria, Togo, Madagascar, Sudan e Yemen.

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