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La tecnologia si prepara alla riscossa sui mercati. Ecco perche’

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Non ci sono solo Facebook o Twitter e Apple, tanto per citare qualche nome dell’Olimpo tecnologico finanziario di Wall Street, ma ci sono anche titoli, magari sconosciuti ai più, ma non agli investitori tra le azioni che si preparano – secondo gli osservatori – a ripartire nella corsa finanziaria che il comparto tecnologico si appresta a vivere. Aixtron, At&T, Comcast, Rakuten, Naver, Veeco, Universal Display, per citare solo alcuni nomi, sono tra i titoli più promettenti per gli analisti finanziari.

Saranno 50 milioni in pù gli utenti di internet ogni anno in Cina, al momento attuale sono circa 600 milioni coloro che navigano nell’ex Regno del Dragone, un bacino che cresce e che è testimoniato anche dalla volontà delle majors cinesi di internet di conquistare nuovi cyber-spazi, di acquisire aziende alla velocità della luce o di un bit. Sarebbe il caso di dire.

Ma quali sono gli ambiti sui quali gli investitoti e gli analisti finanziari stanno puntando lo sguardo? Sicuramente, in prima battuta, c’è l’ambito dei big data, la mole di dati e di informazioni che la rete fornisce e che possono essere analizzati sulla base di applicazioni e di sistemi di gestione tramite database tradizionali. I Big data oggi sono tra i fenomeni più importanti che il web (e la web economy) abbia generato: il dato macroscopico che gli analisti mettono in evidenza è che fino al 2003 nel mondo c’erano 5 esabyte di dati, oggi questa cifra viene raggiunta ogni due giorni. Se si pensa che solo su Facebook sono postate oltre 200 miliardi di foto, si capisce bene la forza di questi numeri. Con i big data, poi, tra i principali comparti preferiti c’è il cloud, i social network, e l’e-commerce che è molto promettente. 

Internet delle cose si aggiunge a questa short list di grande valore, infatti non è un caso che ultimamente Google ha investito la bellezza di 3,2 miliardi di dollari per acquistare una società che produce termostati e allarmi antincendio per abitazioni. Per Cisco nel prossimo decennio l’internet delle cose genererà un volume di business pari a 19 trilioni di dollari, che si tradurranno in ricchezza, risparmi e Pil.

Gli investitori guardano ai titoli tecnologici tenendo conto delle valutazioni attrattive e dei risultati a medio-lungo termine; gli stessi investitori preferiscono i titoli americani a quelli europei e aziende che sviluppano il settore delle vendite on line, oppure che implementano i pagamenti elettronici, per fare qualche esempio. In valore percentuale gli utili delle azioni nel lungo termine per il settore tecnologico si posizionano al secondo posto dopo i consumi discrezionali e prima del settore industria, energia, finanziario, dei beni di consumo, delle materie prime e delle utilities. Un buon motivo per credere nella ripresa della tecnologia in Borsa e sui mercati finanziari.

 

 

 

 

 

 

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