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Perché non smette di crescere il costo delle auto a noleggio?

Auto Noleggio Costo

Da oltre un anno il costo delle auto a noleggio continua ad aumentare. Quali sono le ragioni?

C’è un trend che non conosce inversioni: è quello dell’aumento del costo delle auto a noleggio, lievitato a dismisura subito dopo la pandemia e in continua crescita anche nel 2022. E dato che vi ricorrono sempre più italiani, spinti anche dal caro benzina, soprattutto in vista di vacanze all’insegna dell’austerity (non sono pochi coloro che si spostano in aereo o in treno, salvo poi noleggiare un’automobile per muoversi liberamente una volta giunti a destinazione), è interessante provare a comprendere la portata di tale fenomeno.

COSA RACCONTA L’AUMENTO STRATEGICO DEL COSTO DELLE AUTO A NOLEGGIO

L’aumento del costo delle auto a noleggio, si anticipava, non è esattamente una novità. Spulciando un report dello scorso anno di Federconsumatori si notava per esempio come l’impennata dei prezzi fosse strategica: il noleggio di una berlina di media grandezza a benzina, a giugno, senza assicurazione supplementare e costi accessori, richiedeva circa 380 euro. Per la stessa auto, nella settimana centrale di luglio, servivano circa 737 euro, con un aumento del +84% rispetto a giugno. Subito dopo ferragosto, infine, nella settimana dal 16 al 22, il costo per il noleggio ammontava mediamente a 707 euro, più 77% su giugno.

Lo studio permetteva di osservare rincari maggiori rispetto a giugno in zone strategiche nelle quali il turista si affida spesso all’auto a noleggio: attorno cioè alle stazioni di Milano Centrale, Torino e all’aeroporto di Napoli a luglio (con aumenti che raggiungono il +310%), con aumenti dal +45% al +227% se si noleggia l’auto nella settimana centrale di agosto.

COME MAI I PREZZI CAMBIANO COSI’ SPESSO?

Secondo gli attori sul mercato, le tariffe cambiano rapidamente, quando tutto va bene e la situazione è normale perché la domanda aumenta o diminuisce. Le compagnie – spiegano – vogliono noleggiare il numero più alto possibile di vetture, perciò se hanno meno auto prenotate del previsto, potrebbero abbassare i prezzi per attirare clienti mentre se ricevono più prenotazioni del previsto, potrebbero invece aumentarli per massimizzare i guadagni.

TUTTA COLPA DEI CHIP?

Questo però vale solo in situazioni ordinarie: che i prezzi siano legati all’oscillazione di domanda e offerta, del resto, è l’A-B-C dell’economia. Il periodo che stiamo vivendo, tuttavia, ha risvolti eccezionali. Giuseppe Benincasa, direttore generale Aniasa, Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, della Sharing mobility e dell’Automotive digital, in un’intervista rilasciata a La Nuova Sardegna, la regione che più di tutte lo scorso anno aveva dovuto fare i conti con rincari tanto drastici, aveva sostenuto che il problema non interessasse solo l’isola, ma riguardasse il mercato delle automobili perché “Non ci sono auto da comprare. È tutto legato alla crisi dei chip. L’industria automobilistica, è ora alle prese con una non prevista carenza di chip a livello globale, che ha forzato i costruttori a pianificare chiusure temporanee di stabilimenti, cancellando o riprogrammando in molti i casi la produzione di vetture e furgoni. La carenza di semiconduttori prosegue e non si prevede un ritorno alla normalità. A questo problema si aggiunge quello della transizione energetica”.

IL CROLLO DELLE IMMATRICOLAZIONI

Effettivamente, confrontando i numeri sulle immatricolazioni raccolti dall’ultimo report di Aniasa, pubblicato lo scorso maggio, rispetto al 2019 si sono perse oltre 106.000 nuove targhe, che passano dalle 482.000 unità (auto e veicoli commerciali) alle 376.000 nel 2021, per un valore complessivo di 2,6 miliardi di euro, anche se la flotta dei veicoli a nolo resta salda sopra il milione di unità, che hanno percorso oltre 27 miliardi di chilometri.

Si nota la sostituzione di vecchi veicoli con vetture ibride plug-in (47% del totale mercato, con un +155% anno su anno) ed elettriche (30%, +58%), un valore medio più alto rispetto al mercato. A pesare, secondo l’Associazione, la tempesta perfetta che ha colpito l’intero settore automotive: la pandemia, la crisi dei chip auto e, da ultimo, il conflitto in Ucraina, colpevoli di aver “rallentato l’avanzata della mobilità a noleggio e in sharing nel nostro Paese”.

COSA È ACCADUTO NEL 2021

Almeno il primo semestre 2021 ha costretto il comparto a misurarsi con gli strascichi pandemici, vista la forte riduzione della mobilità cittadina e il ricorso al telelavoro in modo strutturale. In tale periodo il noleggio delle auto ha subito una contrazione rispetto al pre-pandemia del 57% (da 13 a 5,5 mln), a fronte di una flotta che oggi può contare su 6.200 vetture (erano quasi 8.000 nel 2019).

È il lungo termine l’unico canale a consolidare il giro d’affari, con un fatturato complessivo di quasi 8,8 miliardi di euro (+12% sul 2020), e a crescere nella flotta gestita (+5%, per la prima volta oltre il milione di veicoli) grazie al ricorso del prolungamento dei contratti per le aziende. Bene anche il ramo noleggi dei privati (con solo codice fiscale) che ha raggiunto i 100.000 contratti, con un +55% rispetto al 2020, numero che sale alle 150.000 unità considerando anche i privati con partita Iva.

Nel primo trimestre 2022, di contro, il noleggio a breve termine ha evidenziato una leggera ripresa rispetto allo scorso anno, pur registrando tutti negativi gli indicatori rispetto al periodo pre-pandemia: ovvero il fatturato, a -4%, il numero di noleggi, a -22%, i giorni di noleggio, a -2%, e, soprattutto, le immatricolazioni, a -70%.

Il giro d’affari del lungo termine è, invece, aumentato del 9% nel primo trimestre, grazie a una flotta cresciuta del 7%, sebbene con immatricolazioni nuovamente in calo (-8%). Nello stesso periodo, sottolineano dall’Associazione, il car sharing ha registrato un’incoraggiante crescita dei noleggi (+50%) rispetto al primo trimestre del 2021 che lascia ben sperare per il prosieguo dell’anno.

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IL COSTO DEL NOLEGGIO AUTO CONTINUA A CRESCERE

Resta il fatto che, anche nel 2022, soprattutto in concomitanza con l’estate, stiamo nuovamente assistendo a una impennata dei prezzi, che questa volta, complici i rincari di 12 mesi fa, partono però da una base molto più alta.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha fatto già alcune simulazioni, scoprendo che, nella settimana dal 20 al 26 giugno, il noleggio di un’automobile (utilitaria di media grandezza a benzina) senza assicurazione supplementare e accessori, costa 634,52 euro, ovvero il 67% in più rispetto al prezzo registrato nella stessa settimana di giugno del 2021.

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Guardando i dati nel dettaglio emerge che i costi più elevati vengono applicati a Bari, Palermo, Catania, Olbia ed Alghero, mentre i rincari maggiori si hanno ancora una volta presso le stazioni e gli aeroporti di Milano, Torino, Roma e Napoli (con aumenti anche del 100% rispetto a giugno 2021). E poi c’è anche chi lamenta come la digitalizzazione, nel servizio delle auto a noleggio, sia in realtà una chimera…

 

QUALI SONO LE CITTA’ EU DOVE NOLEGGIARE L’AUTO COSTA DI PIU’

E visto che le vacanze estive sono dietro l’angolo, può essere utile concludere con una comparazione dei costi in ambito europeo. I dati in materia non sono molti, ma secondo il sito britannico Uswitch che ha comparato prezzi medi dei rent-a-car tra 25 capitali europee, la più economica, lo scorso anno, risultava Mosca, con un prezzo medio giornaliero di 29,73 euro, seguita da Bruxelles (30,07 euro) e Praga (33,26 euro). Medaglia di legno per Varsavia (33,98 euro) seguita, sorprendentemente, da Parigi (35,11 euro). Chiudevano la top ten altre 4 città dell’Est, Kiev (36,32 euro), Tirana (38,14 euro), Bratislava (38,9 euro) e Tallin (40,76 euro), mentre Madrid (37,39 euro) si aggiudicava il settimo posto.

Le capitali europee nelle quali noleggiare un’auto costa meno secondo la comparazione di Uswitch

Roma non eccelleva affatto, piazzandosi al 19esimo posto, con un costo giornaliero di 61,78 euro. Lubiana, con 94,66 euro al giorno – costi due volte maggiori di quelli di Parigi o di Londra (46,43 euro al giorno) – risultava la capitale più cara per il noleggio dell’auto. Meglio optare per i mezzi pubblici o la propria autovettura anche a Vienna (81,55 euro al giorno), Copenhagen (75,88 euro), Helsinki (68,90 euro) e Berna (66,02 euro).

Le capitali europee nelle quali noleggiare un’auto costa di più secondo la comparazione di Uswitch

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