Circular economy

Tutti i piani della Pubblica amministrazione per rottamare la plastica

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Come le amministrazioni dello Stato si preparano a liberarsi dalla plastica. La nuova direttiva Ue e il ruolo di Consip

Via XX Settembre “plastic free”. Parte la campagna per rendere il ministero dell’Economia più ecosostenibile eliminando l’uso della plastica monouso da parte dei dipendenti. Anche le istituzioni italiane, dunque, cominciano ad adeguarsi alla nuova direttiva di Bruxelles che entro il 2021 vieta ai Paesi dell’Unione la plastica monouso. A dare il via, in realtà, è stato lo scorso anno il ministero dell’Ambiente che ha lanciato una campagna per liberare le istituzioni pubbliche dalla plastica.

COSA ACCADRÀ AL MEF

Nel Palazzo delle Finanze, che ospita circa 3.000 dipendenti e visitatori al giorno, viene già praticata la raccolta differenziata delle bottigliette di plastica, grazie ai contenitori dedicati presenti sui quattro piani dell’edificio. Questo ha consentito di avviare al riciclo 6,7 tonnellate di plastica derivanti da 223.546 bottigliette annue utilizzate dai dipendenti.

L’obiettivo, secondo quanto afferma Renato Catalano, capo Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi Mef e presidente Consip, è di arrivare a “un Mef a zero plastica in circa un anno”. Addirittura è allo studio anche la sostituzione dei materiali di cancelleria con altri ecocompatibili. Intanto il dicastero ha iniziato gradualmente ad eliminare la plastica destinata alla somministrazione delle bevande, calde e fredde, da parte dei distributori automatici che sarà sostituita da erogatori di acqua filtrata e purificata collegati alla rete idrica del Comune di Roma. Anche le bevande gassate e i succhi di frutta saranno sostituiti da lattine di alluminio, mentre i bicchieri e le palette di plastica delle macchinette del caffè faranno spazio a bicchieri di carta riciclabili e a palette in legno.

All’interno del Palazzo delle Finanze c’è pure un asilo nido ecosostenibile in grado di ospitare fino a 54 bambini, che utilizza materiali ecocompatibili invece dei tradizionali utensili di plastica monouso (piatti, posate e bicchieri).

COSA DICE LA DIRETTIVA UE

Proprio pochi giorni fa Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la direttiva che entro il 2021 vieta l’uso di articoli in plastica come piatti e posate monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), cannucce e bastoncini cotonati di plastica, steli di plastica per palloncini, plastiche ossi-degradabili e contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso. Secondo la direttiva Ue, entro il 2029 gli Stati membri dovranno raccogliere – attraverso la differenziata – il 90% delle bottiglie di plastica. La normativa stabilisce pure che entro il 2025 le bottiglie di plastica debbano contenere almeno il 25% di contenuto riciclato, per passare al 30% entro il 2030.

IL RUOLO DI CONSIP

Tornando entro i confini nazionali, all’interno delle pubbliche amministrazioni un ruolo centrale viene svolto da Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione partecipata al 100% dal Mef, che contribuisce a diffondere il tema della sostenibilità negli acquisti, rendendo disponibili prodotti e servizi sempre più “verdi”. Il suo impegno per gli acquisti pubblici “verdi” parte già dal 2008 quando l’Italia, su impulso di Bruxelles, ha avviato il Piano nazionale d’azione sul GPP (Green Public Procurement) che, per l’Unione europea, è “l’approccio in base al quale le amministrazioni pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta delle soluzioni con il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita (produzione, utilizzo, smaltimento) del bene o servizio”.

Andando ad analizzare i dati Consip, si nota che sono ecosostenibili circa il 91% delle convenzioni attive e aggiudicate, il 60% degli Accordi quadro attivi, l’85% delle iniziative sul MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione) e il 71% di quelle sul Sistema dinamico di acquisto della PA. Grazie a queste iniziative, gli acquisti “verdi” effettuati dalle PA tramite strumenti Consip sono stati pari a 13,2 miliardi di euro dal 2014 al 2017. Secondo Consip tale comportamento al consumo, nel solo 2017, ha prodotto un risparmio economico per la Pubblica Amministrazione di 380 milioni di euro e – in termini ambientali- ha evitato l’emissione di 1,9 milioni di tonnellate di CO2 sul ciclo di vita dei prodotti.

LA PA E IL GREEN – INDAGINE FORUM PA

Rimanendo in tema di sostenibilità ambientale e di PA, occorre ricordare l’indagine di Forum PA “Green PA: pratiche di consumo sostenibile a lavoro” che ha coinvolto circa 1.200 dipendenti pubblici degli oltre 3,2 milioni totali tra il 2017 e il 2019 e che ha mirato ad analizzare le scelte di consumo di chi lavora nel settore statale. I dati raccolti riguardo agli obblighi assunti in Europa evidenziano, negli ultimi due anni, un consolidamento dei risultati ottenuti in riferimento al Green Public Procurement (GPP), anche per gli interventi plastic free. Per quel che riguarda, invece, l’aspetto relativo ai comportamenti individuali, cresce la percentuale di chi, tra i dipendenti pubblici, percepisce il proprio stile di consumo a lavoro come più che sostenibile nel 2019 rispetto al 2017. Secondo lo studio di Forum PA, nel 2019 il 36,9% (+5,5% rispetto al 2017) considera il proprio modo di comportarsi nel luogo di lavoro rispettoso dell’ambiente e il 43,1% “abbastanza sostenibile”. Solo il 20% ritiene di avere un atteggiamento “poco sostenibile”.

Dalla stessa ricerca risulta inoltre che, se chi consuma acqua minerale negli uffici pubblici (il 57,6%) evitasse di bere con contenitori di plastica monouso, si risparmierebbero 410 milioni di bottigliette, ovvero oltre 11 mila tonnellate di plastica. Considerando che per ogni tonnellata di plastica nuova prodotta derivano 2,5 tonnellate di emissioni di CO2 legate ai soli processi industriali, si parla di un risparmio – per il consumo di acqua minerale in bicchieri e bottiglie monouso – di oltre 27 mila tonnellate di anidride carbonica emesse in atmosfera ogni anno.

Sul fronte dei consumi individuali, negli ultimi due anni risultano in aumento le persone che abitualmente bevono acqua del rubinetto (42,4%) e che in pausa pranzo utilizzano piatti o porta pranzo lavabili e riutilizzabili (72,1%).

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