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Covid-19, l’Ue e i diritti

di

european bonds

Il post di Alessandra Servidori

I problemi di adozione delle App di tracciamento del Covid in Italia con IMMUNI sono comuni a tutti i paesi dell’Unione. Il decreto legge Immuni e le esperienze estere sul contact tracing sollevano molti dubbi in quanto è sicuramente cruciale l’intervento umano perché non ci siano procedure automatiche ma poi è la necessità che va valutata perché senza garanzie che funziona si rischia la violazione della privacy ed è un rischio pensare che i dati tracciati siano anonimi.

I deputati della commissione per gli affari giuridici hanno discusso gli effetti di COVID-19 sul funzionamento della magistratura e sulla situazione in particolare in Polonia e Ungheria. La Commissione Ue si interroga sulle conseguenze in materia giudiziaria di alcuni provvedimenti conseguenti la pandemia. In particolare la Commissione giustizia, riunita in assemblea sottolinea che l’attuale crisi sanitaria ha avuto un impatto notevole sull’accelerazione della transizione digitale, in particolare nel settore giudiziario e del diritto societario.

Ha accolto con favore il fatto che il lavoro su file agevoli il ricorso collettivo continuato e rassicurato i deputati che l’intelligenza artificiale (AI) e la strategia dei dati rimangono una priorità per la Commissione. Con l’aumento dell’insolvenza e dei licenziamenti legati al COVID-19, i deputati hanno affermato di temere un aumento della pressione e dei ritardi nei procedimenti giudiziari e hanno sottolineato la necessità di sostenere i governi nazionali nella digitalizzazione dei sistemi giudiziari.

La commissione ricorda le recenti procedure di infrazione contro la Polonia in materia di indipendenza giudiziaria e ha preso atto della decisione di rinviare le elezioni presidenziali, che la Commissione continuerà a monitorare. La Commissione segue da vicino la situazione dello Stato di diritto in tutti gli Stati membri e pubblicherà la sua relazione a settembre. La Commissione europea infatti ha avviato una procedura d’infrazione inviando una lettera di comunicazione formale in Polonia in merito alla nuova legge sulla magistratura del 20 dicembre 2019, entrata in vigore il 14 febbraio 2020.

La nuova legge sulla magistratura mina l’indipendenza giudiziaria dei giudici polacchi ed è incompatibile con il primato del diritto dell’UE. Inoltre, la nuova legge impedisce ai tribunali polacchi di applicare direttamente alcune disposizioni del diritto dell’UE a tutela dell’indipendenza giudiziaria e di presentare alla Corte di giustizia i riferimenti per le sentenze preliminari su tali questioni.

Dopo aver effettuato un’analisi della legislazione in questione, la Commissione ha concluso che diversi elementi della nuova legge violano il diritto dell’UE. In primo luogo, la Commissione osserva che la nuova legge amplia la nozione di reato disciplinare e quindi aumenta il numero di casi in cui il contenuto delle decisioni giudiziarie può essere qualificato come reato disciplinare. Di conseguenza, il regime disciplinare può essere utilizzato come sistema di controllo politico del contenuto delle decisioni giudiziarie. La nuova legge viola l’articolo 19 del Trattato sull’Unione europea letto in relazione all’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, che stabilisce il diritto a un rimedio efficace dinanzi a un tribunale indipendente e imparziale.

La nuova legge è incompatibile con il principio del primato del diritto dell’UE, con il funzionamento del meccanismo di decisione preliminare e con i requisiti di indipendenza giudiziaria. In terzo luogo, la Commissione osserva che la legge impedisce ai tribunali polacchi di valutare, nell’ambito delle cause pendenti dinanzi a loro, il potere di giudicare le cause di altri giudici. Ciò compromette l’effettiva applicazione del diritto dell’UE ed è incompatibile con il principio del primato del diritto dell’UE, il funzionamento del meccanismo di governo preliminare e i requisiti dell’indipendenza giudiziaria.

Infine, la Commissione osserva che la nuova legge introduce disposizioni che impongono ai giudici di divulgare informazioni specifiche sulle loro attività non professionali. Ciò è incompatibile con il diritto al rispetto della vita privata e con il diritto alla protezione dei dati personali, come garantito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dal regolamento generale sulla protezione dei dati. I deputati hanno sottolineato che lo stato di diritto è essenziale per il corretto funzionamento del sistema giudiziario nell’UE e hanno sollevato le loro preoccupazioni in relazione alla situazione in paesi come la Polonia e l’Ungheria, che temono di aver usato la crisi per mettere in atto misure che indeboliscono la democrazia, una minaccia al sistema giudiziario e
ostacolare la libertà di espressione.

In particolare si sono discusse questioni inerenti il tracciamento di app, protezione dei dati e intelligenza artificiale, poiché diversi deputati hanno posto il problema su come la Commissione assicurerà la legalità e l’interoperabilità delle app, la protezione dei dati sulla salute personale e l’anonimato degli utenti. I deputati hanno anche voluto sapere come le nuove tecnologie come l’IA possono essere utilizzate per riprendersi dalla crisi garantendo alti standard e valori UE. Si è sottolineato che le linee guida recentemente pubblicate sull’interoperabilità sono pienamente conformi alle norme sulla protezione dei dati e si è ricordato ai deputati che l’argomento sarà ulteriormente discusso in plenaria la prossima settimana.

I deputati hanno anche chiesto al Commissario alla giustizia se la recente sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla legalità della politica monetaria europea potesse mettere in pericolo il sistema giuridico dell’UE e creare un precedente nel contesto di COVID-19. Chiedendo rassicurazioni che la decisione sarà esaminata molto attentamente dalla Commissione e che prevale il primato del diritto dell’UE. Infine, vari deputati hanno chiesto maggiori dettagli su come garantire la liquidità alle imprese, le misure adottate contro i prodotti illegali e contraffatti online, i diritti e le condizioni dei detenuti nelle carceri.

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