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Cosa fa l’Italia contro la disoccupazione?

di

alternanza scuola-lavoro

Il post di Alessandra Servidori

 

Ministro Gualtieri come la mettiamo nella prateria della disoccupazione, stando alla sua promessa “una cosa deve essere chiara, nessuno dovrà perdere il posto di lavoro per colpa dell’epidemia”?

Le categorie che sono state travolte, più di altre, dalla crisi del Covid sono i giovani, i precari, le donne, le partite Iva, i lavoratori del Sud.

Aumentano i divari territoriali nella partecipazione al mercato del lavoro, dopo sei mesi dall’inizio della pandemia circa 840 mila posti di lavoro svaniti nel nulla, e tornano ad aumentare le differenze di genere.

Oggi, il 52% dei lavoratori europei ha bisogno di riqualificarsi professionalmente e in questa percentuale i giovani e le donne sono la maggioranza. È necessario un cambio di passo in un mondo in continua evoluzione.

Per questo l’Ue ha deciso di investire nelle competenze digitali e nella formazione continua delle cittadine e dei cittadini europei. Il Programma Digital Europe si pone diversi obiettivi di medio periodo. In primis, è fondamentale assistere alla progettazione di fondi e programmi dell’Ue per migliorare le competenze digitali. Inoltre, è valutata prioritaria una modernizzazione dell’educazione e la progettazione di percorsi di riqualificazione professionale.

Tutti i settori industriali stanno subendo una trasformazione digitale che ne migliora la produttività e l’efficienza energetica, cambiandone anche il modello di sviluppo.

I governi devono cercare di sviluppare nuove normative e l’Ue, attraverso il programma Digital Europe, lavora creando regolamenti che non siano causa di restrizioni di mercato e sanzioni. In questo modo si evita di creare condizioni potenzialmente proibitive per lo sviluppo delle industrie europee.

Digital Europe per il periodo 2021/2027 inciderà anche dal punto di vista della connettività e delle infrastrutture digitali. Si prevede di investire nelle reti gigabit, garantendo la migliore connettività possibile, al fine di far diventare l’Ue leader nel settore.

Infine, verranno sponsorizzati gli ultimi strumenti di comunicazione e trasformazione digitale ai consumatori e alle imprese. I principali obiettivi operativi sono tra gli altri: sostenere la concezione e la realizzazione di corsi e attività di formazione a lungo termine per gli studenti, i professionisti informatici e la forza lavoro; sostenere la concezione e la realizzazione di corsi e attività di formazione a breve termine per gli imprenditori, i responsabili di piccole imprese e la forza lavoro; sostenere attività di tirocinio e formazione sul posto di lavoro per gli studenti, i giovani imprenditori e i laureati.

Colmare il divario di genere in materia di competenze digitali consentirebbe di superare le strozzature nel mercato del lavoro, migliorare la competitività dell’Ue e attenuare le disuguaglianze socioeconomiche. Politiche dirette ad affrontare il divario di genere in materia di fiducia in se stessi per le competenze digitali accrescerebbero la rilevanza degli esiti dell’istruzione e contribuirebbero alla crescita economica.

La ricerca dell’Eige (Istituto di genere Ue) dimostra che una riduzione del divario di genere nell’istruzione Stem sarebbe un fattore di crescita economica nel lungo periodo, con un aumento dell’occupazione (fino a 1,2 milioni entro il 2050) e un incremento del Pil (fino a 820 miliardi di euro entro il 2050). Si prevede che le nuove professioni Stem daranno luogo a un gran numero di posti di lavoro ben retribuiti: la competitività dell’Ue conoscerà un miglioramento e il divario retributivo tra i generi sarà gradualmente colmato. È chiaro che la filiera dell’istruzione e formazione dalla scuola di base all’Università deve esserne non solo a conoscenza ma intercettare le modalità di raccordo: Bologna è in Italia e sarà assolutamente fondamentale collegarsi con la struttura che ne gestisce l’organizzazione e la fruizione per offrire già a livello scolastico l’eccellenza che ci viene offerta su un piatto d’oro.

Fino ad ora però di tutto ciò non se ne sente parlare. Sostenere i giovani e le giovani e il loro progetto di vita e di lavoro nelle aziende significa anche questo.

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