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Confindustria, Salvini e le deleghe in bianco

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Le “Mille battute” di Giuseppe Sabella direttore di Think-in, esperto di Industria 4.0 e blogger di Start Magazine, sui rapporti tra governo e Confindustria

Matteo Salvini – vice premier nonché ministro dell’Interno – si è lasciato andare oggi a questo commento in merito all’iniziativa di ieri a Torino della Confindustria per dire sì alla Tav: “C’è qualcuno che è stato zitto per anni quando gli italiani, gli imprenditori e gli artigiani venivano massacrati. Ora ci lasciassero lavorare e l’Italia sarà molto migliore di come l’abbiamo trovata”.

Caro ministro Salvini, a parte il fatto che con la Confindustria ieri a Torino c’erano 12 rappresentanze d’impresa – tra cui agricoltori, artigiani, commercianti, esercenti, cooperative etc – è bene ricordare che nel febbraio 2014 proprio la Confindustria di Giorgio Squinzi per bocca del suo presidente, dichiarò di sospendere qualsiasi tipo di interlocuzione col governo Letta. Una settimana dopo cadde il governo.

In secondo luogo, gli industriali hanno diritto di essere ascoltati – considerato il fatto che l’industria crea valore e lavoro – o devono, come lei lascia intendere, stare a guardare chi amministra, anche, i loro interessi?

In ultimo, caro ministro, che idea ha lei delle istituzioni? Si governa per delega in bianco e una volta eletti chi vi ha votato deve stare zitto?

Twitter: @sabella_thinkin

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