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KAZAKISTAN, se l’economia verte (tutta) sul petrolio

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Il Kazakistan è il secondo produttore di petrolio tra gli Stati che hanno fatto parte dell’Unione Sovietica. È secondo solo alla Russia per la produzione di greggio.

Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Eia (Agenzia internazionale dell’energia), la produzione di barili di petrolio quotidiana è di 1,64 milioni. Questo dato si è potuto raggiungere dalla metà degli anni Novanta in poi, con l’entrata sul mercato kazako di importanti compagnie petrolifere internazionali.

Nonostante l’ingente quantità di produzione di petrolio, il consumo maggiore di energia nel Paese è ancora legato al carbone (62%), seguito dal petrolio (19%) e dal gas naturale (14%), e in ultimo dall’idroelettrico (3%).

Tengiz e Karachaganak, i due mega giacimenti chiave 

La produzione di petrolio del Kazakistan è legata al momento sopratutto ai due grandi giacimenti Tengiz e Karachaganak, nella parte occidentale del Paese. Questi due, insieme ai giacimenti di Aktobe, Mangistau e Uzen, rappresentano la metà della produzione del greggio kazako. Sono molto importanti anche i campi petroliferi offshore di Kashagan e Kurmangazy (in quest’ultimo devono ancora iniziare i lavori di perforazione dei pozzi).

Le stime circa questi due giacimenti offshore parlano da sole: per Kashagan si stimano tra 9 e 12 miliardi di barili, mentre per Kurmangazy 14 miliardi di barili. Il petrolio estratto in Kazakistan arriva in Cina, Francia, Italia, Olanda, Austria; anche gli Stati Uniti hanno importato petrolio dal Paese ma questo non è accaduto nel 2012. Le maggiori vie di trasporto del greggio kazako passano per laRussia (dalla quale Astana dipendeva e dipende in parte oggi nelle esportazioni), l’Iran, l’Azerbaijan, la Turchia e la Georgia. Il più importante oleodotto è il Caspian Pipeline Consortium – che parte dal campo petrolifero di Tengiz e arriva al porto russo, sul Mar Nero, di Novorossijsk.

Su questa pipeline converge tutto il petrolio prodotto aKarachaganak, lo stesso sarà per la produzione diKashagan. Tra le altre pipeline ci sono la Kazakistan-China Pipeline,lunga 1.384 miglia che parte dal porto di Atyrau e arriva ad Alashankou nella regione dello Xinjiang; la pipeline Uzen-Atyrau-Samara che dal Mar Caspio prende la direzione della Russia (questa condotta storicamente, prima del completamento del Cpc, portava gran parte del petrolio kazako). Il petrolio kazako è stato trasportato anche attraverso la linea azera del Tbilisi-Ceyhan-Baku (Btc): il greggio infatti raggiunge il porto di Baku per partire alla volta della Georgia e della Turchia. Lì, dal porto di Ceyhan, può prendere la strada dell’Europa.

Ricerche di gas a rilento, in attesa di irrobustire la rete interna al Paese 

Nel gennaio 2013 l’Oil and Gas Journal (citata dalla Energy Information Administration) ha stimato riserve di gas naturale accertate per 85 trilioni di piedi cubi (tcf). La maggior parte delle riserve di gas naturale del Kazakistan si trovano nella parte occidentale del Paese, con il 77% del totale delle riserve di gas naturale situate in quattro settori: Karachaganak (46%), Tengiz (12%), Imashevskoye (7%), e Kashagan (12 %).

La ricerca di gas naturale è ferma a causa della carenza delle reti di trasporto che non collegano il resto del Paese alle zone di produzione, per questoil Kazakistan deve anche importare gas dal vicino Uzbekistan, che – stando ai dati della Iea – produce più del doppio di Astana (2.382.219 Tera joule (Tj) dell’Uzbekistan contro 1.177.571 Tj del Kazakistan, nel 2011). Dall’Uzbekistan al Kazakistan il gas arriva tramite il gasdotto Tashkent-Almaty-Bishkek-Almaty.

Articolo pubblicato in Oil Book di www.abo.net (About OIl)

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