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Il batterio killer dell’olivo falcia la produzione di olio

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Il batterio killer dell’olivo in Puglia contribuisce alla perdita di terreno della produzione olearia in Italia che perdura dal 2014

Il batterio killer dell’olivo, la Xylella, in Puglia sta mietendo ancora le sue vittime. A pagarne le conseguenze gli olivi del Salento: gli esperti parlano di circa un milione di alberi colpiti da questa piaga, la “Xylella fastidiosa”, che ha seccato gli arbusti che popolano la costa ionica del leccese.

batterio killer effetti su un olivo

batterio killer effetti su un olivo

L’impatto economico di questo batterio killer dell’olivo, che per alcuni è arrivato dal Sud America, sta avendo effetti devastanti. In questi mesi l’Unione europea ha ordinato anche che gli ulivi fossero sradicati, causando l’opposizione di alcuni movimenti politici e territoriali del Salento. Il batterio si è esteso anche fino al Capo di Leuca e anche a Nord del leccese. Si teme che possa estendersi non solo in tutta la Puglia ma anche nel resto d’Italia, dove, la produzione di olio nel 2014 è calata vistosamente: si calcola un calo del 37% a livello nazionale fino a punte del 50% in due regioni di eccellenza come Toscana e Umbria, a causa non solo delle condizioni climatiche ma anche della mosca olearia altro nemico della produzione di olio.

Tornando all’emergenza pugliese del batterio killer dell’olivo, il commissario all’emergenza delegato dal Governo, Giuseppe Siletta, che dispone di oltre 13 milioni di euro per affrontare l’emergenza Xylella punta su aratura del terreno e non sui riserbanti. Liddove qualche mese fa c’erano ulivi secchi colpiti dal batterio killer ora ci sono campi e distese deserte. Molte piccole aziende agricole che vivevano sulla cultura dell’ulivo da generazioni chiudono. Per gli agricoltori la situazione è peggiorata, per altri l’emergenza è stata sottovalutata. Da un frantoio a Sud di Lecce, la responsabile, intervistata dal Gr1 questa mattina, fa sapere: “due anni fa producevamo 120 mila quintali di olio quest’anno raggiungeremo circa 40 mila quintali di olio”. Alcuni sono arrivati persino a chiedere una Telethon per gli olivi, e pensare che un anno fa e fino a qualche mese fa si è fatta richiesta all’Unesco di riconoscere quale patrimonio dell’umanità gli ulivi della Puglia.

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