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Clima e cambiamenti climatici, come evitare “Due gradi” in più

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Due Gradi

Clima e cambiamenti climatici e cambiamenti della società al centro dell’ultimo libro di Gianni Silvestrini che propone una visione tech della transizione verso le energia verdi. Che fine faranno le fonti fossili?

“Nel 2014 nonostante la crescita economica del 3% nel mondo, le emissioni di CO2 nel mondo non sono aumentate. Come è stato possibile? Grazie alle nuove politiche ambientali della Cina che ha puntato sull’energia rinnovabile, eolico e solare prima di tutto, e che quindi ha diminuito le emissioni grazie ad un minor uso di carbone”. E’ solo uno degli argomenti dell’ultimo libro di Gianni Silvestrini, Due Gradi (Edizioni Ambiente), di cui l’autore ha parlato questa mattina a Radio 3 Scienza. Silvestrini è direttore scientifico di Kyoto Club, presidente della sezione italiana di Green Building Council Italia e presidente del Coordinamento Free, Fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

Gianni Silvestrini, autore di Due Gradi

Gianni Silvestrini, autore di Due Gradi

“La transizione verso le energie verdi sta avvenendo anche grazie alla rapidissima evoluzione di tecnologie come l’eolico e il solare, che stanno dimostrando, grazie alla riduzione dei costi, la loro competitività nel mercato elettrico. C’è poi la novità di una domanda sempre più debole. Nel 2007 si stimava un uso per il 2014 di 96 miliardi di barili di petrolio, invece ci siamo fermati a 91 miliardi. La ricerca che sta andando avanti sull’uso di batterie al litio consentirà agli impianti eolici e solari di essere programmati sempre meglio e di far decollare le auto elettriche”.

Non c’è solo l’energia, infatti, tra i capitoli del libro di Silvestrini, prendiamo per esempio la parte dedicata ai trasporti: “gli smartphone hanno consentito la rivoluzione della mobilità urbana, con la nascita di Uber o del car sharing nelle nostre città”. Così come anche l’efficienza energetica può essere un driver di una nuova crescita economica: “riducendo gli sprechi e dando spazio a nuovi materiali per l’edilizia”.

Non mancano i paradossi a livello geopolitico, per esempio: “gli Stati Uniti sul versante del clima sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 e sul versante del petrolio invece vogliono raggiungere l’indipendenza energetica, con lo shale oil e con l’autorizzazione alle trivellazioni nell’Artico“. “Per evitare l’aumento della temperatura di due gradi, dovremo dimezzare le emissioni di Co2 entro 35 anni e quindi anche i grandi investimenti nel carbone e ne petrolio nel mondo potrebbero risultare inutili, uno spreco di risorse”, conclude Silvestrini.

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