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Le vie del Gas. L’Europa tra Usa e Russia, infografica animata e analisi

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Proprio per questo le vie del Gas che vedono l’Europa impegnata nel ridisegnare e realizzare pipeline che portino energia ovunque nel Vecchio Continente assumono sempre più una valenza multilaterale.

Nell’Infografica animata, che abbiamo prodotto e che riportiamo, semplifichiamo i percorsi che si stanno delineando in Europa, continente che ancora dipende dalla Russia a livello energetico. South Stream, Nabucco West e Tap sono i progetti che dovrebbero vedere la luce in questi anni.

Ognuno di questi ha le sue cordate di riferimento, i Paesi che ne promuovono la vita, le aziende che ne realizzano i lavori infrastrutturali e le aziende padrone del Gas. Uno scontro e un gioco di alleanze che ha visto cadere per prima la realizzazione immediata del gasdotto Nabucco West (spinto molto da Europa e Usa), a favore del progetto Tap, che non pochi problemi sta incontrando in Italia per il suo approdo (in provincia di Lecce nella località San Foca).

 

 

Questo primo quadro risulterebbe favorire i russi di Gazprom che stanno lavorando al South Stream. Ma la crisi ucraina e le sanzioni che gli Usa e l’Europa si preparerebbero ad attuare potrebbero ritardare, se non danneggiare, la costruzione South Stream voluta dai russi (e non solo).

Queste nuove pipeline disegnano e ridisegnano l’evoluzione di un nuovo scacchiere internazionale, in cui le alleanze tra i Paesi sono non solo frutto dell’arte della diplomazia, ma anche della convenienza e della ricerca di un nuovo equilibrio.

La proposta di Obama di dialogare con l’Europa sull’aspetto energetico (esportando shale gas) è finalizzata per ora ad isolare la Russia. Ma non sarà facile portare shale gas da un giorno all’altro nel nostro Continente. A parte i problemi di un paese come l’Italia (la scarsità di infrastrutture, per esempio), l’Europa ancora non parla una lingua sola in fatto di energia.

Come dimostra l’infografica animata che vi abbiamo proposto. Per questo, la posizione della Russia rimane ancora predominante. Tra mille incognite, però, legate alle sanzioni, al prezzo del gas e alle prossime mosse che Obama chiederà, ed esigerà dall’Europa. (michele guerriero)

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