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Ecco come abbassare il costo della bolletta secondo Free

di

energie rinnovabili

 “La prima – si legge nel testo finale – è di costruire una cabina di regia per accompagnare con le scelte più efficaci e meno costose gli obiettivi per l’energia e il clima che l’Italia e l’Unione Europea dovranno raggiungere al 2030”.

“La seconda, grande, questione che abbiamo di fronte riguarda la gestione della crisi dei gruppi termoelettrici. E’ inutile continuare a nasconderla o pensare di salvare i gruppi tradizionali fermando le fonti rinnovabili o introducendo sussidi sotto forma di garanzia della sicurezza che portano al sistema quando è evidente che la vera questione sia industriale e occupazionale”.

La terza questione riguarda le bollette elettriche e l’aumento avvenuto della spesa per famiglie e imprese negli ultimi anni. E’ infatti evidente che dal 2003 ad oggi le bollette delle famiglie sono aumentata da 337 euro a famiglia a 518, che per alcune imprese il peso sia rilevante rispetto alla competitività internazionale. Ma non è sopportabile continuare ad ascoltare attacchi contro le fonti rinnovabili, quando la principale ragione dell’aumento negli ultimi dieci anni è legato all’andamento del prezzo del petrolio, e che gli incentivi alle vere fonti rinnovabili pesano per circa il 15% nelle bolletta e senza che si abbia la stessa attenzione nei confronti delle tante voci che riguardano sussidi per impianti da fonti fossili, oneri impropri, sconti per alcune categorie di imprese, voci da ripensare (come i servizi di dispacciamento). Sono state presentate in questi mesi diverse proposte per ridurre il peso degli incentivi alle fonti rinnovabili da parte di Free e di altre associazioni, pur continuando in una prospettiva di crescita, che permettono di scongiurare interventi retroattivi obbligatori inaccettabili. Si apra un confronto su queste ipotesi: cartolarizzazioni, bond, revisione del sistema fiscale sulla base del principio “chi inquina paga”, cancellazione di tutte le esenzioni, ecc. Sono tante e diverse le proposte in campo per ripensare e alleggerire le bollette. Importante è che si eviti di aggravarle, direttamente o indirettamente, attraverso interventi (come il capacity payment) che hanno come obiettivo di salvare le aziende in difficoltà”.

A proposito di trasparenza e di consumatori, Pietro Giordano, presidente nazionale di Adiconsum, ha dichiarato: “Adiconsum è convinta che la risoluzione delle grandi problematiche del consumerismo in generale, ma anche di quelle più specifiche come, in questo caso, il caro bolletta energetica, vada cercata nella concertazione. Nella nostra esperienza abbiamo visto che la logica della contrapposizione non sempre paga. Solo con il coinvolgimento ed il dialogo di tutti gli stakeholders, dai produttori ai distributori ai consumatori, è possibile conseguire risultati positivi per gli uni e per gli altri”. 

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